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Brexit: il piano B di May al voto il 29 gennaio

Brexit: il piano B di May al voto il 29 gennaio
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Theresa May di nuovo al lavoro per disegnare un piano B su Brexit che possa questa volta essere approvato dal Parlamento, dopo la disfatta di martedì.

La Premier vuole incontrare i leader di tutte le forze politiche per trovare soluzioni alternative e negoziabili, presentare lunedì prossimo a Westminster la nuova linea del suo esecutivo e infine sottoporre al voto la proposta di accordo il 29 gennaio.

Dopo il fallito tentativo di sfiduciare May e andare a nuove elezioni, Jeremy Corbyn ha affermato: "Felice di avviare una discussione. Ma il punto di partenza deve essere l'eliminazione, dal tavolo della trattativa, della minaccia di un'uscita disatrosa della Gran Bretagna dall'Unione senza un accordo. Solo a questa condizione siederemo a quel tavolo e parleremo di piani e future relazioni con l'Europa".

I laburisti vorrebbero un secondo referendum - i sondaggi rilevano consistenti quote di pentiti del "leave"- nel caso in cui May continui a dire no al Regno Unito nell'unione doganale e al mantenimento di legami stretti con il mercato unico.

Condizioni a cui deve aver pensato Michel Barnier, capo negoziatore dell'Unione, quando ha affermato: "È Londra che ha messo dei paletti, chiudendo una serie di porte. Ma se quei paletti salteranno, noi agiremo di conseguenza".

Per l'ennesima volta May tornerà su suoi passi, rivedendo la posizione sul mercato unico, per uscire dall'impasse irlandese, guadagnare i voti dell'opposizione e far contenta l'Europa? Oppure non se la sentirà di andare contro i falchi del suo partito che vogliono una Brexit "dura"?

Tutti gli scenari sono possibili, raramente si sono visti gli analisti politici sognare di avere la sfera di cristallo come in questo periodo, per azzeccare la previsione. Intanto però il popolo britannico è sempre più confuso.