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Ucraina-Russia: la Nato cerca di disinnescare, Petrov risponde con rabbia a Poroshenko

Ucraina-Russia: la Nato cerca di disinnescare, Petrov risponde con rabbia a Poroshenko
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La tensione tra Ucraina e Russia non accenna a diminuire soprattutto dopo l'arresto dei 24 marinai ucraini fermati a bordo delle tre navi coinvolte nell'incidente nel Mare d'Azov e accusati di aver violato i confini russi, come reso noto dall'Agenzia russa Tass. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, intanto, ha chiesto che la Russia metta fine al suo braccio di ferro navale con l’Ucraina e allo stesso tempo il tono resta ammonitorio:

"La Russia deve rilasciare i marinai e le navi ucraini. E deve permettere la circolazione libera in mare e allo stesso tempo deve assicurare l'accesso ai porti Ucraini nel mare di Azov. Le imbarcazioni ucraine, militari e civili, hanno il diritto di navigare attraverso lo stretto di Kerch e il mare Azov".

Una mossa in sintonia con la linea dell’alleanza atlantica di disinnescare la crisi, non di alimentarla. Intanto il portavoce del Cremlino Dmtri Peskov risponde agli attacchi del presidente ucraino, Poroshenko, convinto che Mosca miri a conquistare alcune città ucraine. Secondo il presidente ucraino, inoltre, la controparte russa rifiuta le trattative telefoniche dirette, aggiungendo di aver incontrato di recente la famiglia di uno dei marinai catturati: "Non sono criminali, come Putin vuole mostrare. Sono prigionieri di guerra e sotto la giurisdizione della Convenzione di Ginevra".

"Quanto affermato è assurdo. Si tratta di un altro tentativo di generare tensione. Purtroppo, tentativi di questo tipo saranno sempre piu' frequenti cpn le elezioni in Ucraina che si avvicinano. La Russia non ha mai invaso nessuno o creato dei corridoi da nessuna parte".

I ministri degli Esteri dei 29 alleati incontreranno domani, martedì 4 dicembre, il capo della diplomazia dell’Ucraina per discutere dell’incidente della scorsa settimana nel Mare di Azov. Altro argomento sul tavolo delle discussioni sarà il Trattato sulle forze nucleari a medio raggio, che Washington ha annunciato abbandonerà in reazione alle violazioni russe.

L'escalation nel conflitto ucraino sta provocando un ampio dibattito politico in Germania, sull'opportunità di proseguire il progetto Nord Stream 2. Il governo, però, al momento non vuole affatto arretrare dalla costruzione del gasdotto, che porterà in Germania gas russo. Il ministro degli esteri Heiko Maas ha respinto le critiche americane, tirando in ballo l'importanza del ruolo dell'Ucraina, come Paese di transito, garantito da Mosca proprio su insistenza tedesca: "ritirarsi da questo progetto significherebbe rimangiarsi questa richiesta politica", ha affermato oggi a margine di una bilaterale col collega sloveno.

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