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Carlos Ghosn, quale futuro per Renault-Nissan?

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Carlos Ghosn, quale futuro per Renault-Nissan?

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Fino al suo arresto, Carlos Ghosn era visto in Giappone come una star. Lui, brasiliano per nascita, libanese per discendenza e francese per cittadinanza - uno dei pochi stranieri alla testa di un marchio nazionale - era stato perfino trasformato in personaggio dei fumetti. Le ragioni di questa popolarità stanno nel capolavoro di Ghosn: l'alleanza Renault-Nissan, che nel 1999, l'anno prima che il manager arrivasse alla guida della casa giapponese, rimescolò le carte nel mercato mondiale dell'auto. "Sono costretto ad ammettere che stiamo parlando del lato oscuro dell'era Ghosn, che è durata molti anni", ha detto ai giornalisti Hiroto Saikawa, CEO di Nissan.

Un'epoca che, dal versante delle luci, resta segnata dalla svolta verso l'auto elettrica, una intuizione che Ghosn ha trasformato nel 2010 in un modello a batteria, oggi leader nella classifica delle vendite.

L'uscita di scena per via giudiziaria di Ghosn secondo alcuni analisti rende più vicino uno scenario profondamente trasformato per il polo automobilistico franco-nipponico, come dice il ministro giapponese dell'Industria Hiroshige Seko: "Riconosciamo che, a prescindere da questo arresto, sia importate che l'attuale alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi mantenga un quadro stabile di relazioni. In merito al futuro dell'alleanza contiamo di discuterne costruttivamente fino a trovare l'accordo di tutte le parti".

Lo stato francese è azionista di Renault al 15%, e Renault controlla Nissan con il 43%. In cambio Nissan possiede il 15% di Renault e il 34% di Mitsubishi. Uno scambio azionario complesso: per Ghosn l'unico modo per costruire un protagonista globale dell'automotive . E il mercato gli ha dato ragione: Renault-Nissan-Mitsubishi nel 2017 è stato il primo produttore automobilistico per vendite a livello mondiale.

Per conoscere il futuro toccherà attendere gli sviluppi non tanto della vicenda giudiziaria che riguarda il manager, quanto delle decisioni che verranno prese dai consigli d'amminstrazione delle società del gruppo, che da ora in poi dovrà fare a meno del grande architetto Ghosn.