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Brexit: si dimette un altro ministro del governo May

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Brexit: si dimette un altro ministro del governo May

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Ha lasciato, ha spiegato che non lo ha fatto per far cadere Theresa May ma che ci sono altri ministri e parlamentari pronti a lasciarla sola.

Dimissioni a sorpresa di Jo Johnson

Si è dimesso a sorpresa il ministro dei trasporti brinannico Jo Johnson fratello dell'ex ministro degli esteri Boris Johnson che a sua volta si dimise ma per motivi opposti: voleva hard Brexit.

In polemica con la prima ministra Theresa May, da sempre contrario a Brexit, Jo Johnsonchiede un secondo referendum. "Ci stiamo precipitando verso una Brexit incoerente che ci lascerà intrappolati in un rapporto subordinato con l'Unione Europea, senza alcun riguardo sulle regole che governeranno vaste aree della nostra ec onomia. Questo è totalmente inaccettabile e insostenibile".

L'ex ministro ha invitato i parlamentari a pensare bene a cosa fare in uno dei momenti decisivi per la storia del Paese ha detto che sarà la parodia di un democratico se non ci sarà un nuovo referendum."Il divario tra ciò che è stato promesso nella campagna referendaria e ciò che viene offerto con l'accordo proposto dal primo ministro, è così grande che non ho avuto altra scelta che presentare le mie dimissioni", ha spiegato.

Le difficoltà dell'ultimo miglio, due settimane decisive

Un preludio, le dimissioni di Jonhson, delle difficoltà che la May troverà sulla sua strada in quest'ultimo miglio, con un accordo chiuso al 90% ma ancora aperto sulla questione irlandese. A proposito il primo ministro irlandese ha detto di non sapere come andrà a finire: "Penso che siamo a un momento sensibile delle trattative - ha detto Leo Varadkar - un esito positivo non è garantito ma penso che sia possibile nelle prossime due settimane".

Un ottimismo non condiviso, ad esempio, dal parlamentare conservatore ed ex ministro degli esteri Liam Fox che ha dichiarato che diversi spinosi problemi restano ancora da risolvere prima di arrivare a un accordo con Bruxelles; e la prima ministra sembra sempre più sola mentre crescono freddezza e scetticismo tra i parlamentari del suo stesso partito, il partito conservatore.