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Cesare Battisti, da lunedì irreperibile in Brasile

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Cesare Battisti, da lunedì irreperibile in Brasile

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Irreperibile da lunedì il giorno dopo la vittoria di Jair Bolsonaro alle elezioni presidenziali in Brasile. A riportare la notizia è il quotidiano La Stampa: nella cittadina brasiliana di Cananeia da lunedì nessuno ha più visto Cesare Battisti, il terrorista italiano pluriomicida di cui il governo italiano attende e chiede l'estradizione.

Scambio di tweet Salvini-Bolsonaro e la promessa di estradizione

L'ultima volta pochi giorni fa, quando all'indomani della vittoria di Bolsonaro il ministro dell'interno Matteo Salvini si è congratulato col neo presidente, il figlio Eduardo ha risposto: "grazie, il regalo è in arrivo". Il regalo sarebbe appunto Battisti che da anni vive in Brasile come rifugiato politico.

Battisti, militante dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all'ergastolo in contumacia per 4 omicidi, di cui due in concorso, evase dal carcere di Frosinone nel 1981 per poi vivere una vita in fuga all'estero.

L'ultima volta è stato arrestato un anno ai confini con la Bolivia con 25mila dollari addosso mentre tentava, circostanza da lui sempre negata, di fuggire. Ne seguirono misure restrittive della libertà personale, l'ultima di queste l'obbligo di firma, decaduto a maggio. Per Battisti resta comunque in vigore il divieto di lasciare il Brasile.