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Bulgaria, la morte cruenta della giornalista Viktoria Marinova: di sicuro "c'è solo che è morta"

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Bulgaria, la morte cruenta della giornalista Viktoria Marinova: di sicuro "c'è solo che è morta"

Bulgaria, la morte cruenta della giornalista Viktoria Marinova: di sicuro "c'è solo che è morta"
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“Di sicuro c’è solo che è morto”. Cosi scriveva il giornalista Tommaso Besozzi su L’Europeo, riguardo la fine del bandito Salvatore Giuliano la cui morte, legata alla strage di Portella della Ginestra in Sicilia del 1947, resta ancora piena di omissis e mancanza di verità. Della morte della giovane reporter bulgara, Viktoria Marinova, si può dire al momento lo stesso.

E' il terzo omicidio di un giornalista nel cuore dell'Europa, quello della repoter bulgara Viktoria Marinova, infatti, responsabile amministrativo del canale televisivo privato Tvn di Russe, nel nord della Bulgaria, avvenuto il 6 ottobre scorso mentre la donna faceva jogging in un parco. Sullo sfondo, nonostante la polizia non escluda nessun'altra pista - inclusa quella di matrice sessuale - la corruzione e gli abusi sui fondi dell'Unione europea, movente questo escluso, invece, dal premier bulgaro Mladen Marinov.

"Non era una giornalista d'inchiesta a tutti gli effetti, ma aveva seguito il caso sui fondi europei ignorato dai maggiori media, che solitamente restano molto prudenti quando si tratta di alti profili investigativi", lo afferma Atanas Tchobanov , direttore del blog d'inchiesta Bivol che si è occupato della questione.

Il rappresentante dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (Osce), Harlem Desir, che si occupa della libertà dei media, ha scritto su Twitter di "essere rimasto scioccato per l'orrenda uccisione", sottolineando di essere "in attesa di un indagine scrupolosa e dettagliata" del crimine. Desir ha sottolineato la sua indignazione ricordando anche le morti di Daphne Caruana Galizia e di Jan Kuciak:

"La storia sulle sottrazioni di fondi europei relativi a progetti specifici che sarebbero stati manipolati da una società di consulenza, coinvolge una grande azienda di costruzioni, che a sua volta è collegata al responsabile della Lukoil della Bulgaria e ad alcuni oligarchi russi", dettaglia ancora Tchobanov.

Alcune fonti del ministero dell'Interno, secondo diversi media locali on line, riferiscono che la giornalista, dopo essere stata violentata è stata colpita diverse volte alla testa e poi strangolata. Della inchiesta sui fondi europei la reporter si era occupata nell'ultima puntata della sua trasmissione il mese scorso: la Marinova aveva intervistato due giornalisti, il bulgaro Dimitar Stoyanov del sito 'Bivol' e il romeno Attila Biro della Rise Project Romania, arrestati mentre svolgevano indagini giornalistiche per corruzione e abusi sui fondi Ue da parte della compagnia edilizia bulgara 'Gp Group'.

A scorrere i titoli o gli articoli, nella versione inglese del sito 'Bivol' tuttavia, non si trova nulla dedicato alla giornalista, uccisa, forse, per l'inchiesta da loro seguita.

Tchobanov ha anche aggiunto che, se è certo che ancora non si hanno prove del legame fra l'omicidio di Viktoria e la ditta di costruzioni Gp Group, è sconcertante che gli inquirenti tendano a minimizzare questa pista che si potrebbe battere.

Intanto la Commissione europea nelle parole della portavoce Margaritis Schinas auspica l'apertura di una inchiesta per accertarne le cause: "E' con grande tristezza che abbiamo appreso della notizia dell'omicidio della giornalista bulgara, Viktoria Marinova. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici. La Commissione auspica una rapida ed esaustiva inchiesta da parte delle autorita' competenti affinché gli autori di questo crimine siano condotti alla giustizia", ma anche "che possa chiarire se questo crimine sia o meno legato agli articoli" della reporter.

Il memorial in omaggio della giornalista Marinova - REUTERS