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L'architetto Piano soccorre la sua Genova ferita

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L'architetto Piano soccorre la sua Genova ferita

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A seguito del drammatico crollo del Ponte Morandi a Genova Renzo Piano, architetto genovese di fama internazionale, si è messo a disposizione: ha portato il modellino della nuova infrastruttura che vorrebbe donare alla città. Da una tragedia che ha polverizzato uno snodo così importante nasce una fattiva solidarietà. Per Piano il senso del riscatto passa attraverso un'opera corale e lui non intende sostituirsi né agli ingegneri né agli architetti che saranno chiamati a concorso.

Le parole dell'architetto

Renzo Piano: "Quando è successo io ero forse a Ginevra, ma da quel momento non penso ad altro essendo genovese, meglio non essere troppo sentimentali, non esageriamo, però è così, è un lutto terribile, è una cosa che ti accomagna e quindi è normale pensare subito a cosa si può fare". "Bisogna che la città ritrovi l'orgoglio e anche il riscatto, bisogna ricostruire questo ponte ma anche ripensare tutta quest'area".

L'area della Val Polcevera coinvolta nel crollo è di grandissima importanza anche se resta sostanzialmente periferica in relazione al cuore dell'urbano. Genova non può crescere né verso il mare né verso il monte, quindi l'area del ponte assume un valore urbanistico principe.

Il significato di un ponte

Chi ha visto il modellino portato a Genova dal team di Renzo Piano è andato in estasi. L'idea diventa espressione stessa del significato che porta in sé la parola 'ponte': una progressione, un andare oltre l'ostacolo, una cosa che unisce. "Quello del ponte è un tema che tocca tutti e tutte le corde: da quella tecnologica a quella poetica", ha ribadito Piano evocando anche i significati della memoria e la disciplina a cui ha dedicato la sua vita: "l'architettura - ha spiegato - fa questo: celebra e costruisce, la città costruisce cambiamenti e documenta. L'importante è non cadere nella retorica. Spero di essere utile, e lo faccio con molta convinzione".