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In Vaticano riparte il processo Becciu: udienze di secondo grado il 3, 4 e 5 febbraio

Il cardinale Angelo Becciu
Il cardinale Angelo Becciu Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il 12 gennaio scorso la Cassazione vaticana aveva dichiarato "inammissibile" il ricorso in appello presentato dal Promotore di giustizia Alessandro Diddi. La sua uscita di scena potrebbe portare a una sentenza più favorevole per il cardinale Angelo Becciu e altri otto imputati

Riprende oggi, martedì 3 febbraio, il cosiddetto "processo del secolo" a carico del cardinale Giovanni Angelo Becciu e di altri otto imputati sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana a Londra.

Le udienze per la ripresa del processo di secondo grado sono fissate in tribunale per il 3, il 4 e il 5 di febbraio, mentre il 12 gennaio scorso la Cassazione vaticana si era pronunciata sugli appelli presentati, dichiarando "inammissibile" il ricorso in appello presentato dal Promotore di giustizia Alessandro Diddi.

Cassazione che in realtà non ha più dovuto esprimersi sulla richiesta della difesa di ricusare il promotore di giustizia, poiché questi ha presentato una dichiarazione di astensione dal processo.

L'Alta Corte di Cassazione del Vaticano ha pertanto confermato la decisione del tribunale di grado inferiore di respingere completamente il ricorso dei pubblici ministeri. Superata la ricusazione, resta in piedi l'appello delle difese che potrebbe portare a una sentenza più favorevole per gli imputati, se non addirittura la sua revoca.

L'accusa continuerà ora ad essere rappresentata in aula dal promotore aggiunto, Roberto Zannotti, docente all'Università Lumsa.

Nuovi scenari sul "processo del secolo" dopo l'uscita di Diddi

L'uscita di scena del Procuratore capo Diddi arriva dopo che nei mesi scorsi era finito al centro del caso delle chat whatsapp, pubblicate dal quotidiano Domani, che secondo le difese avrebbero avuto lo scopo di condizionare uno dei testimoni-chiave, il monsignor Albero Perlasca, nelle sue accuse contro il cardinale Becciu.

Diversi avvocati della difesa avevano sostenuto che le chat dimostravano che Diddi non era affatto imparziale nel trattare le prove e i testimoni e che non era idoneo a continuare a ricoprire il suo ruolo.

Diddi, che ha definito le argomentazioni "infondate", ha fatto un passo indietro "per evitare che insinuazioni e falsità su di me fossero sfruttate per danneggiare e pregiudicare il processo di accertamento della verità e di affermazione della giustizia".

Se la Cassazione avesse effettivamente deciso contro Diddi e avesse ritenuto che il suo ruolo fosse incompatibile, l'intero caso si sarebbe potuto concludere con un annullamento del processo o una dichiarazione di nullità.

Attesa per le udienze di secondo grado

Il processo, iniziato nel 2021, riguarda un investimento di 350 milioni di euro in un immobile a Londra. I pubblici ministeri hanno accusato broker e monsignori del Vaticano di aver sottratto alla Santa Sede decine di milioni di euro in commissioni e provvigioni per acquisire la proprietà, prima di estorcere 15 milioni al Vaticano per cederne il controllo.

In primo grado, nel 2023 il Tribunale vaticano aveva condannato Becciu a 5 anni e 6 mesi di reclusione, multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Lo scorso maggio, il cardinale sardo si era autoescluso dal conclave successivo alla morte di Papa Francesco, che ha poi portato all'elezione di Papa Leone XIV.

Il Tribunale ha condannato anche altri otto imputati per appropriazione indebita, abuso d'ufficio, frode e altri reati, ma li ha assolti da molte accuse.

Tutti hanno sempre sostenuto la loro innocenza e presentato ricorso in appello. Ricorso presentato anche dai pubblici ministeri dopo il respingimento di gran parte delle accuse riguardo una presunta grande cospirazione per frodare la Santa Sede.

La prossima fase dell'appello si concentrerà sul ruolo di Papa Francesco nell'indagine e sui decreti segreti, mentre nuovi scenari si aprono anche per un altro procedimento che coinvolge Angelo Becciu presso il tribunale di Sassari, al di fuori delle mura vaticane.

Il cardinale dovrà rispondere dell'accusa di aver stornato i fondi dell'8 x mille, dal 2013 al 2016, dalla diocesi di Ozieri (nord della Sardegna) alla cooperativa Spes di cui è presidente Antonino Becciu (fratello di Angelo), imputato insieme al vescovo di Ozieri Corrado Melis e ad altre sette persone.

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