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Alcol, non fa bene neanche un bicchiere al giorno secondo uno studio

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Alcol, non fa bene neanche un bicchiere al giorno secondo uno studio

Alcol, non fa bene neanche un bicchiere al giorno secondo uno studio
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Pologi/Pixabay
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Un bicchiere di vino al giorno fa bene? No. Anche la più piccola quantità di alcol è dannosa per la salute.

A rivelarlo è un nuovo studio della Global Burden of Disease: sebbene il consumo moderato di alcol possa proteggere da malattie specifiche - in particolare malattie cardiache ischemiche e diabete - l'effetto positivo è completamente compensato "dai rischi associati ai tumori, che aumentano con il consumo", si legge.

Pubblicato questa settimana sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet, lo studio è uno dei più significativi ad oggi nel campo per via dell'ampiezza dei suoi dati, sostengono gli autori.

I ricercatori hanno esaminato i dati di 195 paesi tra il 1990 e il 2016. Il campione analizzato è fatto di persone di età compresa tra 15 e i 95 anni astemie o che bevono al massimo un bicchiere al giorno.

2,4 miliardi di bevitori

Secondo lo studio, 2,4 miliardi di persone in tutto il mondo consumano alcol regolarmente tra cui 1,5 miliardi di uomini e 900 milioni di donne. La Danimarca ha la più alta percentuale di uomini (97,1%) e donne (95,3%) che hanno dichiarato di aver bevuto l'anno precedente.

Nel 2010, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la Bielorussia è stato il paese in cui si è consumato più alcol, con una media di 17,5 litri di alcol pro capite.

I più alti livelli di consumo di alcolici a persona si riscontrano in Europa: ai primi 10 posti ci sono solo nazioni del vecchio continente.

2,8 milioni di morti

Secondo lo studio, nel 2016 il consumo di alcol è responsabile di 2,8 milioni di decessi: si tratta del settimo fattore di rischio per morte prematura e invalidità.

Il rischio è ancora più pronunciato tra i giovani. Secondo lo studio, quasi il 10% dei decessi globali delle persone di età compresa tra 15 e 49 anni, nel 2016, è dovuto al consumo di alcol. Si tratta del principale fattore di rischio di morte prematura e disabilità in quella particolare fascia di età.

Viene inoltre sottolineato che la perdita di salute dovuta al consumo di alcol è più pronunciata negli uomini che nelle donne.

"Il livello che riduce al minimo la perdita di salute dovuta al consumo di alcol è pari a zero", scrivono gli autori. "I risultati suggeriscono fortemente che le politiche di controllo sull'alcol dovrebbero mirare ad azzerarne il consumo nella popolazione".

Nel 2016, otto dei dieci principali paesi con i tassi di mortalità più bassi attribuibili al consumo di alcol tra i 15 e i 49 anni si trovavano in Medio Oriente: Kuwait, Iran, Palestina, Libia, Arabia Saudita, Yemen, Giordania e Siria. Gli altri due erano Maldive e Singapore.

Al contrario, sette dei dieci principali paesi con i tassi di mortalità più elevati si trovavano nelle regioni del Baltico, dell'Europa orientale o dell'Asia centrale, in particolare Russia, Ucraina, Lituania, Bielorussia, Mongolia, Lettonia e Kazakistan. Gli altri tre erano Lesotho, Burundi e Repubblica Centrafricana.