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Il ministro delle Infrastrutture: "Il governo sarà parte civile"

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Il ministro delle Infrastrutture: "Il governo sarà parte civile"

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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha detto a Euronews che il governo italiano si costituirà parte civile nei confronti degli eventuali responsabili del crollo del ponte Morandi a Genova.

"Il ministero ha già mandato sul posto i propri tecnici e creato una commissione di verifica. Ovviamente per quanto riguarda le responsabilità laddove esistenti ci sarà la Procura, ma è importante che io dica che nel caso in cui emergessero responsabilità il mio ministero, quindi il governo, si costituirà parte civile perché riteniamo inaccettabile che oggi possano accadere ancora fatti di questo tipo che fanno pensare all’assenza di una corretta manutenzione ordinaria".

La società Autostrade ha fatto sapere che il manufatto era "sotto costante monitoraggio". Eppure questa misura non ha evitato la tragedia...

"Abbiamo parlato anche noi stamattina coi vertici di Autostrade per l’Italia che hanno la concessione della gestione di questo tratto autostradale. Anche a noi hanno confermato che le attività di manutenzione ordinaria era corretta. Lo verificheremo ovviamente, ma le perplessità pare chiaro sono grandi, sono enormi, perché quanto accaduto difficilmente - ma lo valuteremo già da domani - difficilmente può essere considerato un fatto eccezionale. Io ho già dato mandato al ministero di verificare tutte le carte delle attività di manutenzione svolte dall’ente concessionario. È importante chiarire una cosa, che lo Stato concede in questo caso a una spa, a dei privati, la gestione e queste società hanno la responsabilità della manutenzione di queste autostrade, mentre lo Stato, il governo, è solo l’ente vigilante di queste attività e queste concessioni.

I tagli alla spesa pubblica degli ultimi anni in qualche maniera hanno potuto pesare sul livello di manutenzione delle opere. Lei come commenta?

"È prematuro commentare perché il commento significherebbe dire c’è o meno una responsabilità. Di certo se ci fossero queste responsabilità chi ha sbagliato deve pagare fino all’ultimo, e questa è una cosa di cui siamo totalmente convinti per il rispetto delle vittime e dei loro familiari. Quello che mi rammarica tantissimo, è che oggi nonostante il livello elevatissimo di progressione tecnologica, sui tanti manufatti e infrastrutture come questa del ponte di Genova, ma tantissimi ponti e viadotti, non vi siano sensori che ne verificano lo stato di manutenzione, gli spostamenti strutturali e prevengano, più che prevedere, eventuali fatti tragici come questo. Una delle cose che faremo sarà mettere in campo spese per applicare a tanti questi viadotti, soprattutto a quelli più imponenti come quello di Genova, questi sensori tecnici che ci daranno lo stato dell’arte e ci permetteranno di prevenire. Non averlo fatto prima è grave dal nostro punto di vista".

Lei ha detto di essere contrario alle "grandi opere inutili". Ma il territorio ne ha bisogno?

"Io penso che la più importante grande opera di cui necessita il nostro paese con tantissimi ponti, viadortti e gallerie costruiti cinquanta o settant’anni fa, sia proprio quella di manutenerle, di verificarle, applicando anche le tecnologie oggi disponibili e che non sono cosi costose".