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Genova, crolla ponte Morandi. Almeno trenta morti, anche un bimbo

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Genova, crolla ponte Morandi. Almeno trenta morti, anche un bimbo

Genova, crolla ponte Morandi. Almeno trenta morti, anche un bimbo
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REUTERS
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Una parte del ponte autostradale Morandi è crollata a Genova mentre transitavano una trentina di autovetture.

Il bilancio parziale delle vittime è di almeno una trentina di morti, secondo il ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini. Almeno tredici i feriti. Fonti dei vigili del fuoco parlano di 35 morti. Tra le vittime è stato identificato un bambino di 10 anni, che si trovava in un'auto sul ponte al momento del crollo.

"Il governo si costituirà parte civile", ha detto il ministro Toninelli a Euronews (clicca qui per ascoltare l'intervista)

"C'è il rischio che altre parti del ponte possano crollare, per questo motivo abbiamo sfollato le persone da tutti gli edifici circostanti", ha detto uno dei soccorritori.

"Temiamo che il numero delle vittime e dei feriti sia destinato ad aumentare perché sono ancora in corso le operazioni di rimozione dei detriti della parte del ponte caduto", ha aggiunto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, a margine del comitato operativo in corso a Roma.

Sentito da Euronews, Davide Di Giorgio, testimone oculare, racconta: "Stavo filmando la pioggia che stava venendo giù per mandare un video ai miei e c'è stato questo rumore, non so se è stato un tuono o il rumore del ponte stesso e ho iniziato a urlare".

All'Italia è arrivata la solidarietà dei leader di tutto il mondo.

"Qui c'è l'inferno"

Auto accartocciate come lattine, piloni del viadotto distrutti, macerie crollate a terra e capannoni divelti: questa la scena che si è presentata ai soccorritori sotto il viadotto, ristrutturato nel 2016.

"Qui c'è l'inferno" ripetono i soccorritori impegnati nella ricerca e nel recupero di persone sotto le macerie, scrive ANSA. "Il fatto che abbia smesso di diluviare - spiegano - per fortuna ora può rendere più agevoli le ricerche e i soccorsi"

Il viadotto dalle foto sembra spezzato come un modellino in scala: si vede la struttura di asfalto e ferro crollata, il 'vuoto' lasciato da un estremo all'altro e lo scheletro dell'armatura del cemento.

Alle spalle del viadotto anche molte abitazioni. Le macerie hanno travolto anche alberi e fili dell'alta tensione, oltre ad alcuni tralicci. In una foto diffusa dai vigili del fuoco si vede anche un camion che è riuscito a fermarsi proprio prima della zona crollata.

Il cedimento sarebbe avvenuto nel tratto che sovrasta via Walter Fillak, nella zona di Sanpierdarena. Entrambe le carreggiate sono precipitate al suolo per circa cento metri.

Questo il drammatico video registrato da un utente nei secondi successivi al crollo:

I tre maggiori ospedali genovesi - S.Martino, Villa Scassi e Galliera - hanno aperto le unità di crisi previste dal protocollo di emergenza per i grandi disastri.

Il Capo DPC Borrelli ha convocato il Comitato Operativo di Protezione Civile a Roma per coordinare gli interventi d'emergenza.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte è arrivato sul luogo del disastro alle 18,30.

"Tutto il ponte Morandi andrà demolito con gravi ripercussioni al traffico e problemi per i cittadini e le aziende", ha dichiarato il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi a Genova nella sede della Protezione civile.

Questo il tratto interessato dal crollo:

PRIMA/DOPO

UN PONTE DA DEMOLIRE E RICOSTRUIRE

Il sito ingegneri.info traccia la scheda tecnica del ponte, costruito tra il 1963 e il 1967, anno di inaugurazione, e lungo 1.182 metri (campata maggiore: 210 m). Prende il nome dall'ing. Riccardo Morandi, romano, già ideatore di un più lungo e precedente ponte sulla baia di Maracaibo, in Venezuela, lungo 8.7km.

Riferendosi alla struttura genovese, l'ing. A. Brencich, professore associato di Costruzioni in C.A. e C.A.P. dell'Università locale, afferma: "alla luce della vita utile che dovrebbe avere una struttura del genere (almeno 100 anni) è che fin dai primi decenni il ponte è stato oggetto di manutenzioni profonde (fessurazione e degrado del calcestruzzo, nonché crepe dell’impalcato) con costi continui che fanno prevedere che tra non molti anni i costi di manutenzione supereranno i costi di ricostruzione del ponte: a quel punto sarà giunto il momento di demolire il ponte e ricostruirlo".

IL PRINCIPALE SNODO AUSTRADALE DI GENOVA

Il viadotto Morandi è il principale snodo autostradale di Genova. Collega il ponente al levante della città ed è percorso ogni giorno, tutto l'anno, da migliaia di automezzi. Dall'inizio dell'estate, sul ponte si sono formati quasi ogni giorno ingorghi provocati dalla somma del traffico cittadino e di quello dei turisti che devono raggiungere da un lato il porto, per imbarcarsi su traghetti e navi da crociera, dall'altro l'aeroporto. Migliaia di mezzi, ogni giorno, lo hanno perciò percorso a passo d'uomo nelle due direzioni. Anche oggi, a quanto pare, era affollato.

I genovesi, che lo chiamano ponte di Brooklyn per la somiglianza delle torri di sostegno con quelle del più famoso ponte americano, lo ritengono un simbolo della città e non si capacitano del fatto che possa essere crollato.

Questa intervista all'ex consigliere comunale PD, Gianni Vassallo, realizzata da Telenord nel 2014. "Quando era stato costruito non prevedeva il passaggio di mezzi così pesanti".

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