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Mali: ancora violenze per il ballottaggio delle presidenziali

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Mali: ancora violenze per il ballottaggio delle presidenziali

Mali: ancora violenze per il ballottaggio delle presidenziali
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Reuters
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Si iniziano a contare i voti in Mali per il ballottaggio di domenica per le presidenziali. Ci vorrà ancora qualche giorno prima di sapere chi ha vinto tra l'uscente e favorito Ibrahim Boubacar Keita e l'ex ministro delle Finanze Soumalia Cissé. Anche questo ballottaggio come il primo turno è stato scandito dalla violenza. Un presidente di un seggio è stato ucciso e 100 seggi sono stati costretti a chiudere a causa delle minacce degli islamisti, ma il ministro della Sicurezza, Salif Traoré, lo considera un successo. Nel primo turno infatti è andata anche peggio con un bilancio di 10 morti e un quinto dei seggi chiusi.

"E' andata bene - dice un uomo del Mali - anche se alcuni incitavano la gente alla violenza, si sono resi conto che non ci facciamo abbindolare".

La speranza della comunità internazionale è che il vincitore rafforzi l’accordo siglato nel 2015 tra governo e gli ex ribelli Tuareg per ristabilire la pace nel Paese, uno dei più poveri e violenti, e bloccare il terrorismo. Solo nella prima metà dell’anno ci sono stati oltre 900 attentati. Perciò l’Onu ha dispiegato circa 15mila caschi blu. Mentre la Francia è presente con 4.500 uomini.

Si tratta delle seconde elezioni democratiche dopo il colpo di stato dell’esercito del 2012 e il conseguente intervento militare francese.

Keita e Cissé si erano sfidati già nel 2013, quando l’attuale presidente aveva battuto con ampio margine il ministro.