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Cile: i minatori di Escondida hanno votato a favore di un nuovo sciopero

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Cile: i minatori di Escondida hanno votato a favore di un nuovo sciopero

Cile: i minatori di Escondida hanno votato a favore di un nuovo sciopero
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In Cile i lavoratori di Escondida, la miniera di rame più grande del mondo, sono pronti ad incrociare di nuovo le braccia.

Numero 1, il principale sindacato della miniera, ha annunciato l'approvazione a larga maggioranza di un nuovo sciopero se entro domemica sera la Bhp, colosso angloaustraliano che controlla Escondida, non verrà incontro alle richieste dei lavoratori sul rinnovo del contratto collettivo.

Sono invece già passati ai fatti i lavoratori della compagnia mineraria statale Codelco, che da lunedì bloccano gli accessi alla miniera di Chuquicamata, nel nord del paese, chiedendo il reintegro di due lavoratori licenziati.

Cosa offre la Bhp (e cosa chiede il sindacato)

Per mettere fine all'agitazione a Escondida la Bhp ha offerto un bonus di circa 24mila euro per ogni lavoratore, un'offerta ritenuta non soddisfacente dal sindacato, che chiede un bonus di quasi 35mila euro per ogni lavoratore, oltre ad un aumento del 5% dei salari e ad un una somma superiore ai 500mila euro per il miglioramento delle strutture delle sedi sindacali e la disponibilità di alloggi a Santiago ed Antofagasta per chi ne volesse usufruire.

Nel 2017 i giorni di sciopero furono 43

Lo sciopero è stato approvato da quasi 2000 lavoratori, l'84% dell'organico. Nel 2017 i minatori de La Escondida, responsabile del 5% della produzione mondiale di rame, incrociarono le braccia per 43 giorni, uno degli scioperi più lunghi nella storia del Cile, causando perdite di oltre 700 milioni di dollari e una contrazione dell'economia cilena dell'1,3%.