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Da Pontida a Milano, Euronews on the road

Da Pontida a Milano, Euronews on the road
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Di Elena Cavallone
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Si conclude nel capoluogo lombardo il nostro viaggio attraverso l'Italia, passando per Pontida

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Il viaggio di Euronewsin italia prosegue. Lasciamo le tensioni di Macerata e ci dirigiamo verso il tempio sacro di quella che una volta era la Lega Nord, ma che ora per esigenze elettorali preferisce chiamarsi semplicemente Lega.

A Pontida, come nel resto della Lombardia, i piccoli imprenditori rivendicano i temi cari al Carroccio : meno pressione fiscale e tutela delle loro attività commerciali. Ma se prima era il sud a frenare la locomotiva d’Italia, ora secondo molti è l’Europa.

"Alla fine secondo me noi italiani siamo schiavi della Germania al 100%, e non solo noi. C’è molto da cambiare se si vuole andare avanti uniti", spiega un ragazzo.

Il valore politico di quel « Sì » del referendum consultivo con cui ad ottobre questa regione ha chiesto maggiore autonomia da Roma trova ora dalla nascita di un governo a trazione Lega maggiore legittimazione.

Tuttavia a 70 chilometri dalle fabbriche del bergamasco, nella capitale della finanza italiana, a guida PD, la realtà è completamente diversa.

“Il nostro viaggio attraverso l’Italia non poteva che concludersi a Milano. Non c’è forse città migliore per comprendere lo scollamento tra il Paese reale e quella parte della società che spera che le forze moderate tradizionali possano rinnovarsi per poter contrastare i populismi”, racconta Elena Cavallone, inviata di Euronews.

Qui l’Unione Europea è vista come una preziosa realtà da difendere.

« Con questi due partiti al governo diciamo che non mi sento molto rappresentata, innanzitutto per le loro posizioni antieuropeiste. Mi rendo anche conto che il Partito Democratico in questo momento non è sicuramente il partito più potente ma è l’unico che potrebbe fare qualcosa contro questi due partiti », spiega la studentessa Anna.

« Mi sembra che ci siano un po’ troppe politiche che sono quasi vicine alla xenofobia e al razzismo e sono cose che non dovrebbero succedere nel 2018. Dovremmo andare verso una politica più aperta piuttosto che chiuderci sempre di più », aggiunge un giovane.

Se è vero che l’Italia é il laboratorio politico del continente, allora forse l’Europa dovrà rispondere al campanello d’allarme suonato dal Bel paese.

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