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Altro che fake news, l'Ungheria ha il problema dei partiti fake

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Altro che fake news, l'Ungheria ha il problema dei partiti fake

Altro che fake news, l'Ungheria ha il problema dei partiti fake
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Proteste contro il governo in una manifestazione a Budapest in occasione della festa nazionale del 15 marzo REUTERS/Marko Djurica
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In vista delle elezioni politiche in Ungheria, nel Paese sarebbero stati creati diversi falsi partiti politici per truffare le casse pubbliche e accaparrarsi fondi fino a 9,5 milioni di euro. Si trattera di più di una dozzina di partiti fittizi nati per sfruttare le sovvenzioni statali per le elezioni, denuncia Transparency International.

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Una volta che i queste forze politiche hanno raggiunto il numero richiesto di candidati, esse ricevono il denaro necessario alla campagna elettorale senza alcuna necessità di presentare ricevute, dicono gli esperti.

I partiti falsi sotto accusa sono quattordici, tutti registrati prima del voto dell'8 aprile riferisce Miklos Ligeti, responsabile affari legali di TI Hungary.

Il profilo del fake party

Secondo Ligeti, questi partiti falsi tendono ad apparire sulla scena nei mesi prima delle elezioni, "assorbire" i soldi per poi scomparire.

Dimostrano scarso interesse per la politica, non presentano una personalità che rappresenta il partito, né un volto pubblico chiaramente identificabile, e tendono ad ottenere una quota molto esigua di voti.

Non devono essere confusi, aggiunge, con i veri partiti politici che fanno campagna al di fuori del periodo elettorale ma non hanno fortuna alle urne.

Come funziona il sistema

I partiti politici devono avere un minimo di 27 potenziali deputati prima di avere accesso ai finanziamenti governativi. Lo Stato offre denaro contante per ciascun candidato che si presenta.

Alle ultime elezioni politiche in Ungheria, nel 2014, un partito falso avrebbe avuto accesso a 600 milioni di fiorini ungheresi, pari a circa 476.000 euro al tasso di cambio attuale - anche presentandosi con il minimo di 27 candidati.

Per ogni candidato sono richieste 500 firme, ma secondo gli esperti è molto facile falsificarle o copiarle da altri candidati.

Ligeti ha detto a euronews che i partiti falsi ricevono il denaro senza dover poi dover fornire giustificativi delle spese. I loro documenti contabili sono spesso di due o tre righe e contengono informazioni vaghe su come è stato speso il denaro.

Perché i partiti falsi sono un problema

Sono accusati di sottrarre ai contribuenti ungheresi di milioni di euro. Ma c'è anche un problema politico in tutta la questione.

Anche se i partiti fasulli hanno ottenuto solo il 3% dei voti nel 2014, questa percentuale sarebbe stata sufficiente per influenzare la distribuzione dei seggi in Parlamento e, quindi, il reale potere dell'esecutivo, fa notare Ligeti.

La coalizione Fidesz-KDNP, attualmente al potere, ha ottenuto una quota del 66,83% dei seggi nel parlamento ungherese, superando l'importante soglia dei due terzi che gli conferisce il potere di modificare le leggi più importanti e perfino la costituzione del paese.

Se i partiti falsi non fossero esistiti, la quota dei loro voti sarebbe andata ai partiti di opposizione e avrebbe privato Fidesz-KDNP della maggioranza di due terzi, indebolendo così la sua capacità di far passare leggi controverse.

Che cosa fa il governo?

Secondo Ligeti, il problema dei partiti falsi esiste fin dall'introduzione di un pacchetto di riforme elettorali da parte di Fidesz nel 2013.

Ritiene che nella campagna elettorale del 2014 siano stati stanziati 12 milioni di euro a favore di movimenti politici fittizi.

L'anno scorso ci sono stati dei tentativi di riforma volti a obbligare i partiti che ricevono meno dell'1 per cento dei voti a rimborsare i fondi della campagna. L'amministratore nominato del partito è personalmente responsabile di questi rimborsi.

Ligeti ha detto che nonostante questo appaia cosa buona su carta, di fatto i partiti falsi possono aggirare le nuove leggi, nominando persone fittizie come loro amministratori delegati e assicurandosi che non registrino alcun bene che potrebbe poi essere confiscato per ripagare le somme dovute.

Che cosa si dovrebbe fare?

Ligeti sostiene che bisognerebbe fare delle riforme per elargire più fondi per le campagne elettorali ma in maniera più trasparente.

"I soldi non dovrebbero andare direttamente ai partiti politici o ai loro candidati", ha detto. "Il denaro dovrebbe rimanere alla tesoreria dello Stato e i partiti politici - con le loro ricevute, i loro buoni e i loro contratti - dovrebbero rivolgersi alla tesoreria per pagare direttamente [i fornitori]. Tutto quindi dovrebbe finire su un sito web e reso disponibile al pubblico, in maniera trasparente".

Cosa dicono le autorità ungheresi?

L'Ufficio nazionale ungherese per le elezioni non ha risposto alle richieste di commento da parte di Euronews.