Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

La crisi in Iran spiegata da un giornalista iraniano

La crisi in Iran spiegata da un giornalista iraniano
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Abbiamo chiesto a Massoud Salari, giornalista della redazione iraniana di Euronews, di spiegare i risvolti della crisi in corso nel suo Paese, confrontando quanto accade con le proteste che hanno fatto seguito alle elezioni presidenziali del 2009.

Il regime iraniano ha sempre fortemente represso ogni dissenso

Massoud Salari giornalista

Le proteste sembrano essere le più ampie dalle elezioni presidenziali del 2009. Chi sono questi dimostranti? Che cosa vogliono?

Massoud Salari, Euronews: "La grande differenza fra le manifestazioni attuali e quelle del 2009 è che questa volta il dissenso ha cominciato a svilupparsi in provincia. Tutto è cominciato a Mashhad, estendendosi ad altre città e infine a Teheran. Si parla di problemi economici e del carovita come motori principali della protesta attuale, mentre nel 2009 le ragioni erano soprattutto politiche".

Storicamente, soprattutto dopo la rivoluzione del 1979, il regime ha sopraffatto ogni tipo di dissenso. Chiediamo a Massoud se questa volta è diverso, se i cortei daranno altri risultati.

"Il regime iraniano ha sempre fortemente represso ogni dissenso. Anche questa volta prende la strada della repressione e, secondo informazioni confermate anche da fonti di stampa vicine allo Stato, dei dimostranti sono stati uccisi e ci sono stati molti arresti. Ma la Repubblica islamica sta prendendo anche altre misure questa volta. C'è il riconoscimento, per lo meno teorico, del fatto che il popolo ha il diritto di protestare. Grandi nomi del riformismo sono stati invitati a prendere parte a dei negoziati in vista di eventuali decisioni. Un'altra misura, presa in parallelo alla repressione delle manifestazioni, è stata quella di cercare di far diminuire il prezzo di certi generi alimentari come le uova, che erano aumentate poco prima dell'inizio delle proteste. Ed è stato proprio questo rincaro, secondo alcuni, a dar fuoco alle polveri della rabbia popolare".

La guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei ha accusato i nemici del Paese di gettare benzina sul fuoco.

"Una delle prime cose che sono state dette è che i fondamentalisti oppositori del governo moderato di Rouhani avrebbero aizzato i loro sostenitori per indurli a manifestare a Mashhad e in altre città e che poi i dimostranti sarebbero andati fuori controllo. È una delle teorie. Un'altra dice che questi moti non sarebbero stati spontanei, e che elementi stranieri sarebbero all'origine della manipolazione del popolo e di tutto quanto è avvenuto. La prova sarebbe che Donald Trump ha dichiarato il proprio sostegno alla sollevazione del popolo e a un cambio di regime".