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Elezioni in Catalogna, la vittoria indipendentista raccontata per immagini

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Elezioni in Catalogna, la vittoria indipendentista raccontata per immagini

Elezioni in Catalogna, la vittoria indipendentista raccontata per immagini
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Reuters
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A meno di due mesi dalla proclamazione della 'Repubblica' e dall'immediata decapitazione da parte di Madrid delle istituzioni catalane, la regione ribelle ha votato di nuovo per il campo indipendentista. 

Lo ha fatto in un clima teso, in un giorno feriale, trovandosi a dover eleggere politici in carcere o in "esilio" all'estero. Un'elezione decisamente anomala.

La vittoria degli indipendentisti è ancora più bruciante per Madrid in quanto è stata ottenuta in elezioni che hanno registrato un'affluenza senza precedenti, attorno all'82%, che danno una ancora maggiore legittimità popolare al destituito Puigdemont. 

Ai seggi si sono recati più di 4.3 milioni di persone. Grandi e piccini, personaggi famosi e gente comune.

Le urne si sono chiuse alle 20. Il conteggio delle schede è stato all'inizio lento. Molto lento.

I primi exit poll del quotidiano La Vanguardia assegnavano la vittoria a Ciudadanos, indicato come primo partito, e ad una maggioranza indipendentista.

Man mano che lo spoglio delle schede procedeva, tuttavia, il partito JuntsxCAT di Carles Puigdemont ha "rimontato" dando vita ad un entusiasmante testa a testa con Ciudadanos che è durato almeno un paio d'ore.

Le tre liste del fronte repubblicano - Erc del vicepresidente Oriol Junqueras in carcere a Madrid, JxCat del President Carles Puigdemont 'in esilio' a Bruxelles e gli antisistema della Cup alla fine hanno riconquistato insieme la maggioranza assoluta con 70 seggi su 135 nel nuovo Parlamento di Barcellona.

L'altro grande dato politico è il successo di Ciudadanos, il partito più duramente unionista, che diventa la prima formazione catalana vampirizzando il Partido Popular di Rajoy

La lista della 'andalusa' Inés Arrimada, capitalizzando sulla crescita del nazionalismo spagnolo anche in Catalogna, ottiene 36 seggi, e arriva prima in voti. Il candidato di Rajoy in Catalogna Xavier Albiol aveva promesso di spazzare via gli indipendentisti. Nonostante le incriminazioni di tutti i suoi leader, dieci dei quali sono finiti in carcere - quattro lo sono tuttora - l' 'esilio' in Belgio di Puigdemont e di altri 4 suoi ministri inseguiti da mandati di cattura spagnoli, il fronte della secessione ha vinto di nuovo. 

La vittoria degli indipendentisti è ancora più bruciante per Madrid in quanto è stata ottenuta in elezioni che hanno registrato un'affluenza senza precedenti che dà una ancora maggiore legittimità popolare al destituito Puigdemont.

Dal canto suo, l'ex presidente della Generalitat ha chiesto dal Belgio che il suo governo destituito venga 'restituito' al paese, e che tutti i 'detenuti politici' siano liberati. "Chiedo all'Europa di prendere nota che la ricetta di Rajoy non funziona: bisogna che la cambi. Nessuna soluzione che non tenga conto della volontà popolare non può funzionare".

La sessione costitutiva dell'assemblea catalana dovrà tenersi entro il 23 gennaio, il primo turno dell'elezione del President per il 10 febbraio. Se per aprile non sarà stato possibile eleggere il nuovo presidente scatterà lo scioglimento automatico dell'assemblea con nuove elezioni a fine maggio.

Non è chiaro se Rajoy accetterà ora, come aveva promesso, di restituire alla Catalogna la sua piena autonomia politica e istituzionale. La crisi catalana è ben lungi dall'essere stata risolta.

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