ULTIM'ORA

Biotestamento, ProVita: "non garantisce né l'autodeterminazione né la libertà''

Biotestamento, ProVita: "non garantisce né l'autodeterminazione né la libertà''
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

E' scoppiato un lungo applauso in aula quando il Presidente del Senato Pietro Grasso ha annunciato l'approvazione della legge sul biotestamento, che introduce le disposizioni anticipate di trattamento, consentendo anche l’interruzione di nutrizione e idratazione artificiali. 180 i sì, 71 i voti contrari e 6 astensioni. In lacrime anche Emma Bonino e Mina Welby.

Contemporaneamente, fuori da Palazzo Madama, esplodevano di gioia i membri dell’associazione "Luca Coscioni", tra i quali il tesoriere Marco Cappato.

"Questa legge è un buon passo avanti perché recepisce ciò che la giurisprudenza aveva già stabilito nei casi Welby, Englaro, Nuvoli, cioè che tutti noi abbiamo già il diritto di sospendere le terapie senza soffrire, anche attraverso un testamento biologico'', ha dichiarato il radicale. "Certo, manca ancora la legalizzazione dell'eutanasia che proporremo per la prossima legislatura con la nostra proposta di legge di iniziativa popolare''.

Di tutt'altro avviso Francesca Poleggi, direttrice editoriale della rivista ''Notizie ProVita'' e membro del Direttivo di ''ProVita Onlus'': "Questa legge non garantisce affatto né l'autodeterminazione né la libertà dei soggetti, perché chi firma le dichiarazioni anticipate di trattamento lo fa in un momento in cui sta bene, non ha problemi e prevede che in un momento di malattia si reagirà in un certo modo".

Una vittoria per tanti, in particolare per coloro - e per i loro familiari - che hanno chiesto fino all'ultimo l'approvazione di una legge che prevedesse le disposizioni anticipate di trattamento, come Piergiorgio Welby, la famiglia di Eluana Englaro e recentemente Dj Fabo.

Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.