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La visita del Papa suscita le speranze dei profughi Rohingya

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La visita del Papa suscita le speranze dei profughi Rohingya

La visita del Papa suscita le speranze dei profughi Rohingya
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Fra i ripari di fortuna che ricoprono le colline di Cox's Bazar, nel Bangladesh, la visita di Papa Francesco suscita speranze per la sorte dei Rohingya. Oltre 600.000 sono fuggiti dal Myanmar da agosto. Bergoglio incontrerà un gruppo della minoranza musulmana venerdì a Dacca durante una riunione interreligiosa.

"Dato che va in Myanmar anche per noi Rohingya, porterà la pace nella regione" dice una donna arrivata a Bangladesh tre mesi fa. "Può aiutarci a tornare nel Myanmar legalmente. Oppure può portarci altrove, forse in un altro Paese straniero. Può fare qualunque cosa voglia".

"Il Papa osserverà la nostra triste situazione e spero che capirà cosa abbiamo da dirgli" si augura un altro profugo. "Se vuole può calmare il governo birmano e portare la pace parlando con noi. Stiamo soffrendo molto, siamo molto preoccupati. Gli siamo grati per la sua visita".

Fuggiti da quella che l'Onu ha definito "pulizia etnica" i Rohingya potranno tornare in base a un accordo fra Myanmar e Bangladesh e saranno ospitati in campi temporanei. Ma l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati ha avvertito che non esistono le condizioni per un ritorno sicuro dei Rohingya nel Myanmar.