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Indipendenza catalana, le scuole sotto assedio

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Di Alberto De Filippis
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Indipendenza catalana, le scuole sotto assedio

Scuole sotto assedio in Catalogna. Madrid, che considera il referendum per l’indipendenza illegale, ha chiesto alla polizia di chiudere tutti gli istituti e impedire che diventino luogo di voto questo finesettimana. In un susseguirsi di provocazioni, le autorità catalane hanno detto che, perché la consultazione abbia valore, non sarà necessario un quorum e sarà sufficiente che la maggioranza dei votanti, che debbono essere maggiorenni, voti per l’opzione secessionista.

In tutto questo si temono disordini fra indipendentisti e polizia. Le preoccupazioni e la tensione di un preside e attivista: “I direttori di questo centro scolastico hanno ricevuto un avvertimento su quello che può accadere loro se facilitano, fomentano o collaborano a un atto talmente delittuoso come può essere votare”.

Problemi anche a livello di ordine pubblico dopo che il comandante dei Mossos d’Esquadra, la polizia etnica catalana, ha manifestato dubbi sull’opportunità di recintare i seggi di voto.

Fra chi volta le voci della ragione sembrano in minoranza, così un’insegnante: “Sono a favore del voto, ma l’ideale sarebbe che si potesse fare con normalità e si potessero avere dibattiti e informazione a favore e contro l’indipendenza. Ci sono anche professori che sono contro il voto, ma noi siamo una Catalogna plurale ed è normale che ci siano opinioni diverse”.

Così lla nostra corrispondente: “A 4 giorni dal referendum, che il tribunale costituzionale spagnolo ha qualificato di illegale, il conflitto aumenta invece di diminuire. Circa 6000 agenti sono destinati a impedire che i collegi elettorali aprano le porte il prossimo primo ottobre. Allo stesso tempo si raddoppiano gli inviti alla popolazione (da parte degli indipendentisti) perché si rechi a votare il prossimo sabato”.