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La cantante russa bandita da Kiev torna a cantare in Crimea

La cantante russa bandita da Kiev torna a cantare in Crimea
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Di Gioia Salvatori
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A Yulia Samoylova vietata la partecipazione all'Eurovision song contest per essere entrata in Crimea dal confine russo. Lei torna a Sebastopoli

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Le autorità ucraine le hanno impedito di partecipare all’Eurovision song contest di Kiev perché si era esibita in Crimea dopo l’annessione da parte di Mosca; lei, la cantante russa Yulia Samoylova, per tutta risposta ci è tornata, a cantare lì in Crimea, nella penisola che fino al 2014 era ucraina e ora è russa, dopo un’invasione e un referendum.
“L’Eurovision song contest non è più una gara canora, un evento per cantanti, ma un ring per i politici. e in più non c‘è un minimo di umanità, non ci piace così” – dice una donna di Sebastopoli.

La cantante russa, costretta su una sedia a rotelle da una disabilità, si è esibita a Sebastopoli questo martedì in occasione delle celebrazioni per la vittoria degli alleati sul nazifascismo. Il suo caso ha fatto il giro del mondo perché le autorità ucraine le hanno vietato di cantare all’ Eurovision song contest che si tiene dal 9 al 13 maggio. La colpa della cantante russa è di aver cantato in Crimea e di esserci entrata dal confine russo e non da quello ucraino, cosa illegale per le autorità di Kiev che non riconoscono il referendum con cui la Crimea è passata alla Russia. L’Ucraina in passato ha bandito anche altri artisti per lo stesso motivo.

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