Decreto anti-musulmani, Trump e la giustizia muro contro muro

Decreto anti-musulmani, Trump e la giustizia muro contro muro
Di Andrea Neri Agenzie:  Reuters, Afp, Ansa
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La giustizia americana mantiene la sospensione del bando anti-musulmano, ma l’amministrazione di Donald Trump insiste sulla questione sicurezza nazionale.

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La giustizia americana mantiene la sospensione del bando anti-musulmano, ma l’amministrazione di Donald Trump insiste sulla questione sicurezza nazionale. Le misure adottate dal Presidente sono costituzionali ha ripetuto il Vice presidente Mike Pence, nonostante il giudizio espresso dalla Corte d’Appello Federale di San Francisco che richiede alla Casa Bianca chiarimenti e spiegazioni sul testo.

“I cittadini americani sanno che la minaccia che incombe è reale e hanno eletto il Presidente Donald Trump per diversa ragioni. Ma la principale è rivedere le politiche migratorie per assicurarsi che le persone che rappresentano una minaccia per le nostre famiglie e la nostra comunità non arrivino in questo Paese. Lo ribadiamo. E restiamo assolutamente certi del fatto che le azioni del Presidente si basino su solide basi costituzionali” ha affermato Mike Pence in un’intervista alla televisione americana.

Ovviamente via Twitter, Trump ha sferrato un durissimo attacco alla magistratura: “Non oso immaginare che un giudice possa esporre il nostro Paese a un tale pericolo. Se succedesse qualcosa la colpa sarebbe la sua e del sistema giudiziario”.

Just cannot believe a judge would put our country in such peril. If something happens blame him and court system. People pouring in. Bad!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 5 febbraio 2017

Intanto in Europa i cittadini americani originari di Paesi a maggioranza musulmana sono preoccupati per l’accoglienza che potrebbero trovare al proprio ritorno:

“Anche se non veniamo da uno dei Paesi interessati, il fatto d’essere musulmani ci espone e siamo preoccupati che ci possano interrogare all’atterraggio” spiega una donna in transito all’aeroporto Charles De Gaule di Parigi assieme al marito, di origini pakistane. “Ci hanno detto che è del tutto probabile che ci possano arrestare, io ho un bimbo di 16 mesi e sono molto preoccupata per il suo futuro”.

La Corte d’Appello di San Francisco ha respinto il ricorso del Dipartimento di Giustizia contro la sospensione disposta da un giudice federale di Seattle. Entro lunedì pomeriggio la Casa Bianca ha tempo per fornire nuovi elementi che giustifichino un bando contro l’arrivo di cittadini provenienti da 7 Paesi musulmani (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria, Yemen).

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