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Repubblica Dominicana, Medina si dichiara vincitore

Repubblica Dominicana, Medina si dichiara vincitore
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Di Alfredo Ranavolo
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Scrutinati i due terzi delle schede, vantaggio attorno ai 27 punti sul secondo, che però non ha ancora ammesso la sconfitta.

Danilo Medina non attende la fine dei conteggi e già festeggia la sua riconferma a presidente della Repubblica Dominicana. Il capo dello Stato uscente è dato in testa col 62% dei voti, quando sono state scrutinate due terzi delle schede.

I risultati confermano la popolarità guadagnata da Medina durante il suo primo mandato.

“Il mio impegno – ha dichiarato nel proclamarsi vincitore – qui, questo pomeriggio, è che io investirò tutta la mia energia per rendere ancora più incisivi i cambiamenti della Repubblica Dominicana nei prossimi quattro anni”.

La legge elettorale è stata modificata per permettere all’economista di centrosinistra, candidato del Partito della liberazione dominicana di concorrere per un secondo mandato consecutivo.

Il partito guida ininterrottamente il Paese dal 2004 e, secondo gli oppositori, ciò ha contribuito al dilagare della corruzione.

Nessun commento è ancora giunto dal suo principale rivale, Luis Abinader, accreditato del 35% dei voti, una cui dichiarazione è attesa per oggi. Gli altri sei candidati (tra cui le prime due donne che abbiano mai corso per la presidenza dominicana) hanno messo assieme a malapena il 3% dei voti.

Scarso l’appeal dell’uomo d’affari, la cui campagna è stata basata soprattutto su presunte irregolarità nell’assegnazione di un appalto per una centrale elettrica alla brasiliana Odebrecht.

Si scontrava con l’uomo che ha fatto crescere il Pil del 7% nel 2014 e nel 2015, cominciando a erodere la massa della gente che vive sotto la soglia di povertà, che ammontava ancora al 41% nel 2014, grazie a forti incrementi della spesa sociale.

Le tensioni tra i candidati, secondo le autorità, hanno rallentato il processo di spoglio, esasperando gli animi in alcune zone del Paese. Dove si registrano scontri che hanno provocato sei morti.

Si votava anche per il rinnovo del parlamento e dei comuni.

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