EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

Charlie Hebdo: è caccia ai presunti killer ''armati e pericolosi''

Charlie Hebdo: è caccia ai presunti killer ''armati e pericolosi''
Diritti d'autore 
Di Euronews
Pubblicato il
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button

I due presunti killer della strage di Charlie Hebdo sono ancora a piede libero. 88mila gli agenti mobilitati in tutta la Francia

PUBBLICITÀ

Continua la caccia all’uomo nel nord est della Francia, in particolare nella zona della foresta di Retz, nell’Aisne. I due presunti killer della strage di Charlie Hebdo sono ancora a piede libero e sono “armati e pericolosi”, secondo la polizia.

I presunti attentatori sono stati avvistati in una stazione di servizio lungo una strada secondaria a Villers-Cotterets, a circa 70 chiilometri dalla capitale. Erano a bordo di una Renault Clio diretti verso Parigi.

88mila gli agenti mobilitati in tutta la Francia, la maggior parte nell’Ile de France, ha detto il ministro degli Interni Bernard Cazaneuve. Questa “mobilitazione eccezionale” consente di garantire sicurezza in un alto numero di sedi sensibili, tra cui giornali, scuole confessionali, stazioni, aeroporti, siti turistici e religiosi. “La minaccia, non smetto di dire, è molto seria”, ha affermato Cazeneuve.

Sono nove le persone fermate nell’ambito dell’inchiesta. ha detto il ministro degli Interni. Tra i fermati ci sono la sorella dei due sospetti in fuga e suo marito, oltre alla moglie di uno dei due, Said Kouachi.

La polizia ha diffuso le foto dei sue sospetti attentatori: si tratta dei fratelli Cherif e Said Kouachi, di 32 e 34 anni, entrambi già sotto osservazione delle forze dell’ordine.

Uno dei due fratelli Kouachi, Cherif, era già stato condannato per la sua appartenenza a una filiera jihadista, che inviava combattenti in Iraq.

Un reportage dalla televisione France3 ricostruiva già nel 2005 il percorso di radicalizzazione vissuto dal trentaduenne Cherif Kouachi.

Entrambi erano seguiti dalle autorità, ha detto il Primo Ministro Manuel Valls, ma secondo fonti vicini all’inchiesta non si riteneva che potessero passare all’azione.

Valls ha parlato di attacco terrorista senza precedenti, ma anche assicurato un imponente sforzo sul fronte della sicurezza. “Vogliamo far sapere ai francesi – ha detto – che la nostra mobilitazione è totale, e vogliamo anche esprimere la nostra soddisfazione per la mobilitazione dei francesi, ieri, oggi e in questo fine settimana. Apprezziamo questa volontà di battersi per le nostre libertà, la nostra democrazia e la nostra tolleranza”.

Su Twitter Valls si è unito alla campagna di solidarietà nei confronti di Charlie Hebdo, adottando lo slogan che da ieri è ormai divenuto virale, non solo sul web.

#JeSuisCharliepic.twitter.com/7BliA4Qxn2

— Manuel Valls (@manuelvalls) 7 Gennaio 2015

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Charlie Hebdo, il cordoglio dei vignettisti turchi: "Erano un baluardo contro l'islamofobia"

Hanno ucciso Charlie, Charlie è vivo. Il nostro omaggio alle vittime

Euronews: l'atmosfera nel cuore di una Parigi ferita