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Charlie Hebdo, il cordoglio dei vignettisti turchi: "Erano un baluardo contro l'islamofobia"

Charlie Hebdo, il cordoglio dei vignettisti turchi: "Erano un baluardo contro l'islamofobia"
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Di Euronews
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L’umorismo affogato nel sangue: sono ancora sotto shock i vignettisti della rivista satirica turca Leman. Conoscevano bene i colleghi francesi di

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L’umorismo affogato nel sangue: sono ancora sotto shock i vignettisti della rivista satirica turca Leman. Conoscevano bene i colleghi francesi di Charlie Hebdo uccisi mercoledì da un commando di estremisti islamici. Nel 2002 avevano pubblicato un numero speciale in collaborazione con la redazione del settimanale francese.

“Loro stessi avevano detto di sentirsi soli”, spiega il caporedattore Zafer Aknar. “È per questo che sono venuti da noi. Sono venuti a Istanbul per dimostrare che l’Islam è, in realtà, una religione della tolleranza. Volevano dire: ‘Guardate, un Paese musulmano dove c‘è un giornale come il nostro’. Hanno collaborato con noi per dire alle persone che l’Islam non è quello che pensano. Ma nessuno l’ha capito”.

Chi si batterà adesso contro l’islamofobia che dilaga nelle strade? Contro un pensiero le uniche armi sono le matite, dicono da “Leman”, e ciò rende i vignettisti gli unici in grado di affrontare questo compito. Nessuno lo sa meglio di loro, che criticano le tradizioni in un Paese a maggioranza musulmana.

“A Charlie Hebdo facevano opposizione dura. Indirizzavano le critiche più pesanti contro la propria società e il proprio sistema. Ma la gente non se ne rende conto. Prendono un solo episodio e si focalizzano su di esso”, argomenta Aknar.

“Perché guardano alle altre cose che hanno fatto? L’80-90% delle loro vignette era contro il proprio governo. È stato forse Charlie Hebdo a sostenere l’occupazione in Iraq o in Libia? C‘è anche un solo caso in cui hanno sostenuto l’occupazione francese in Libia? Che guerra avrebbero sostenuto? Se noi facessimo quello che hanno fatto loro contro la propria società non potremmo farci vedere in strada”, conclude.

Già oggi la rivista è nel mirino di alcuni sostenitori del governo: dopo l’attacco a Charlie Hebdo, la rete turca è stata scossa da alcuni messaggi che auguravano a “Leman” la stessa sorte.

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