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Vademecum: tutto quello che c'è da sapere sulla Catalogna

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Vademecum: tutto quello che c'è da sapere sulla Catalogna

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Il 19 settembre 2014, mentre la vittoria del “no” in Scozia sigillava la ritrovata unità del Regno Unito, il Parlamento catalano adottava in Spagna una legge che autorizza un referendum sull’indipendenza della regione previsto per il prossimo 9 novembre.

Il 29 settembre 2014, però, la giustizia spagnola ha sospeso il progetto portato avanti dal Presidente catalano Artur Mas.

Contrariamente a quanto avvenuto in Scozia, dove il referendum del 18 settembre aveva ricevuto l’avallo di Londra, Madrid si è sempre opposta alle velleità indipendentistiche della Catalogna. Il ricorso presentato dal governo centrale è stato quindi accettato dalla più alta istanza giudiziaria spagnola: il Tribunale Costituzionale.

Il giorno seguente il Parlamento catalano ha emanato una decisione che punta al rispetto della Costituzione spagnola. In effetti, Barcellona ha annunciato il 30 settembre la sospensione della campagna per il referendum, sottolineando la sua volontà di utilizzare tutte le vie legali possibili per tenere fede ai suoi “impegni”.

La legge votata dal Parlamento catalano, approvata con 106 voti a favore e 28 contrari, prevedeva lo svolgimento di una consultazione il 9 novembre 2014 in cui gli abitanti della comunità autonoma avrebbero dovuto pronunciarsi sul proprio futuro.

Il referendum si articolava sui due seguenti quesiti: “Volete che la Catalogna sia uno Stato?” e, in caso di risposta affermativa, “Volete che questo Stato sia indipendente?”.


Catalogna



  • Popolazione: 7.512.982(2014)
  • Disoccupazione: 20,22% (secondo trimestre 2014)
  • Pil procapite: 27.298 € (2013)
  • Superficie:32,108 chilometri quadrati

Spagna



  • Popolazione: 46.507.760 (2014)
    (17 comunità autonome)
  • Disoccupazione: 24,7% (secondo trimestre 2014)
  • Pil procapite: 22.278 € (2013)
  • Superficie:504,645 chilometri quadrati

Fonti: eurostat, INE, Idescat

La storia della Catalogna in pillole

  • 11 settembre 1714: con l’assedio di Barcellona si conclude la guerra di successione spagnola. La Catalogna, come tutti gli sconfitti alleati degli Asburgo, viene conquistata da Madrid. La festa nazionale della Catalogna si celebra l’11 settembre, proprio in memoria dei caduti del 1714.
  • 1931 – 1939: durante la Seconda repubblica spagnola, il Parlamento di Madrid approva, il 15 settembre 1932, il primo statuto di autonomia della Catalogna.
  • 1939 – 1975: sotto la dittatura di Franco la Catalogna perde ogni tipo di autonomia e la lingua catalana viene vietata.
  • 6 dicembre 1978: un referendum approva la nuova Costituzione spagnola, che entra in vigore il 29 dicembre. Vi si prevede la possibilità di creare lo statuto di “comunita autonoma” per le regioni spagnole.
  • 25 ottobre 1979: con un referendum i catalani si pronunciano con 88,1% di consensi a favore dello statuto di autonomia per la Catalogna. Il testo viene ratificato dal Parlamento spagnolo. La Catalogna, a partire da questo momento, assume la definizione di “Nazionalità” e adotta il catalano, che diventa una delle lingue ufficiali a fianco del castigliano.
  • 18 giugno 2006: un altro referendum sancisce l’adozione dell’Estatut, un nuovo statuto d’autonomia.
  • 10 luglio 2010: il Tribunale Costituzionale annulla numerosi articoli dell’Estatut. Per esempio, anche se la Catalogna resta una “Nazione”, questo termine non ha “alcun valore giuridico” secondo la più alta istanza giudiziaria spagnola.
  • 11 settembre 2012: più di un milione e mezzo di persone sfilano per le strade di Barcellona al grido di “La Catalogna, nuovo Stato d’Europa”.
  • 20 settembre 2012: il Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy respinge il “patto fiscale”, un progetto votato dal Parlamento catalano nel luglio del 2012.
  • 25 settembre 2012: alcuni giorni dopo il rifiuto del patto fiscale da parte di Madrid il Parlamento catalano è sciolto e vengono organizzate elezioni anticipate.
  • 25 novembre 2012: gli indipendentisti vincono le elezioni.
  • 18 dicembre 2012: il Presidente della Catalogna Artur Mas annuncia che è stato trovato un accordo sulla convocazione di un referendum per l’autodeterminazione.
  • 25 marzo 2014: il Tribunale Costituzionale spagnolo giudica illegale lo svolgimento di questo referendum.
  • 19 settembre 2014: il Parlamento catalano vota una legge che autorizza una consultazione sull’indipendenza.
  • 29 settembre 2014: il Tribunale Costituzionale sospende la consultazione dopo un ricorso del governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy.
  • 30 settembre 2014: migliaia di catalani scendono in strada per protestare contro la sospensione del referendum.

Curiosità

  • In Catalogna non c‘è soltanto il nazionalismo catalano. Esiste infatti un movimento occitano in una delle provincie, nella Val d’Aran, al confine con la Francia. L’occitano (o più precisamente la sua variante locale, l’aranese) è riconosciuto come una delle lingue ufficiali della Catalogna a fianco del castigliano e del catalano.
  • Tra il 26 gennaio 1812 e il 10 marzo 1814 la Catalogna divenne parte del territorio francese e fu persino divisa in dipartimenti sotto il Primo Impero. La loro creazione non fu però mai ufficialmente approvata da Parigi.
  • La danza tradizionale catalana si chiama Sardana. Il termine è utilizzato anche per definire la musica che accompagna i ballerini.

  • Il Castell (“castello” in catalano) è uno dei simboli più forti dell’identità catalana: si tratta di enormi torri umane costituite da centinaia di persone che possono arrivare ad altezze di nove-dieci piani.