Si chiudono le urne nelle elezioni decisive in Armenia, che segneranno il futuro del Paese e del Caucaso meridionale, sullo sfondo dello scontro tra Russia e Occidente.
Lo spoglio ufficiale dei voti è iniziato in Armenia, al termine delle decisive elezioni parlamentari, dopo la chiusura dei seggi alle 20:00 ora locale, le 18:00 CET, tra appelli alla prudenza mentre, nella serata di domenica, sui social hanno iniziato a circolare diversi exit poll non ufficiali e contrastanti.
L'affluenza finale è stata superiore a quella del 2021, ma inferiore ai livelli del 2012 e del 2017.
Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha pubblicato un video sui social dopo la chiusura dei seggi, salutando con le parole «Buonasera, vi voglio bene tutti», segno del suo ottimismo per una vittoria del partito filoccidentale Civil Contract, da lui guidato.
L'opposizione filorussa, invece, ha lasciato intendere di essere in vantaggio. Narek Karapetyan, parente dell'uomo d'affari russo-armeno Samvel Karapetyan e dirigente del partito Strong Armenia, attualmente ai domiciliari, ha dichiarato che «l'affluenza storicamente alta ci dimostra che Pashinyan sta perdendo».
Gli armeni sono stati chiamati alle urne in un voto decisivo che determinerà il futuro del Paese del Caucaso meridionale e dell'intera regione. Mosca ha messo in guardia Erevan da un possibile «scenario Ucraina», mentre Unione europea e Stati Uniti si sono schierati a sostegno della prudente svolta filoccidentale del primo ministro Nikol Pashinyan, dopo la firma di uno storico accordo di pace con l'Azerbaigian.