Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Diritti umani a rischio? Berset avverte sul possibile impatto delle riforme per i migranti

Euronews
Euronews Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Mared Gwyn Jones & Lauren Walker
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, mette in guardia sul rischio che la revisione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per la gestione della migrazione possa creare un precedente per la riduzione dei diritti umani in altri settori

Il Segretario generale del Consiglio d’Europa (CdE), Alain Berset, ha espresso preoccupazione sul possibile impatto della revisione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per la gestione dei migranti, durante un’intervista a Euronews. Secondo Berset, la modifica delle tutele disponibili per migranti e deportati potrebbe costituire un pericoloso precedente per la riduzione dei diritti umani in altri ambiti.

La dichiarazione arriva dopo che diversi Stati membri del CdE hanno chiesto maggiore flessibilità nella gestione della migrazione, in particolare per quanto riguarda la deportazione di criminali stranieri e migranti irregolari.

Nel maggio 2025, nove Paesi dell’Ue hanno firmato una lettera aperta in tal senso, ottenendo un ampio sostegno tra i membri dell’organizzazione con sede a Strasburgo.

"Quello che stiamo facendo ora sarà osservato molto bene", ha detto Berset al programma 12 Minutes With di Euronews. "Ciò che accadrà ora con la migrazione, altri Paesi potrebbero iniziare a discutere di altre modifiche ai diritti umani".

Berset ha invitato alla cautela nei prossimi passi, sottolineando che la Cedu è uno strumento “vivo” e che ogni pressione politica sulla Corte rischia di politicizzare un organismo giudiziario indipendente. Ha paragonato l’azione dei Paesi che richiedono modifiche alla Convenzione a quella di un governo che cerca di influenzare i tribunali nazionali quando non concorda con le sentenze.

La posizione dei Paesi membri

Tra i sostenitori della revisione figurano Belgio, Danimarca e Regno Unito, che chiedono maggiore flessibilità nella gestione dei flussi migratori. Tuttavia, secondo Berset, non c’è ancora consenso su quali modifiche adottare o se intraprenderle.

Per affrontare la questione in modo costruttivo, il Segretario generale ha convocato una conferenza informale dei ministri della Giustizia del CdE nel dicembre 2025, con l’obiettivo di preparare una dichiarazione politica da discutere nella sessione formale del Comitato dei Ministri prevista per maggio 2026.

"Gli Stati membri devono decidere. Al momento non c’è consenso su ulteriori passi. Dobbiamo cercare, per quanto possibile, un consenso e poi vedere cosa succederà", ha dichiarato Berset.

Berset ha evidenziato che una revisione della Cedu per motivi migratori potrebbe incoraggiare governi a ridurre i diritti umani in altri settori, minando la protezione universale garantita dalla Convenzione. Secondo il Segretario generale, è fondamentale distinguere tra un dibattito politico legittimo sulla migrazione e la pressione politica diretta sulla Corte, che rischia di compromettere l’indipendenza giudiziaria e i principi fondamentali della tutela dei diritti umani in Europa.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Cosa ci si aspetta dal primo vertice Unione europea-Giordania della storia

Calviño (Bei): “Convogliare i risparmi europei verso le imprese innovative”

Pace in Ucraina, l'ex candidato presidente polacco: "I dittatori guardano se l'Occidente rimarrà unito"