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La Convenzione europea dei diritti dell'uomo compie 70 anni. Cosa ha fatto per noi?

I ministri degli Esteri dei Paesi europei durante la firma dello Statuto del Consiglio d'Europa, al St.James Palace di Londra, il 5 maggio 1949.
I ministri degli Esteri dei Paesi europei durante la firma dello Statuto del Consiglio d'Europa, al St.James Palace di Londra, il 5 maggio 1949. Diritti d'autore AP/AP
Diritti d'autore AP/AP
Di Joshua AskewEuronews Digital - Edizione italiana: Cristiano Tassinari
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Centinaia di milioni di europei beneficiano ogni giorno della Convenzione, a volte senza nemmeno saperlo, afferma la Segretaria generale del Consiglio d'Europa, Marija Pečinović Burić. Eppure qualche Paese (come il Regno Unito) spinge per non farne più parte

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70 anni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).

Questo storico trattato internazionale, che protegge i diritti umani e le libertà fondamentali in Europa, è entrato in vigore il 3 settembre 1953.

46 Stati - dall'Islanda all'Azerbaigian - hanno aderito alla CEDU, istituita dal Consiglio d'Europa, un'organizzazione indipendente dall'Unione europea (da non confondere con il Consiglio europeo).

Che impatto ha avuto la CEDU sull'Europa?

"Centinaia di milioni di persone... hanno beneficiato della protezione della Convenzione e continuano a farlo ogni giorno, a volte anche senza saperlo", ha dichiarato la Segretaria generale del Consiglio d'Europa Marija Pečinović Burić a Euronews.

Alastair Grant/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Marija Pečinović Burić al summit di Reykjavik. (17.5.2023)Alastair Grant/Copyright 2023 The AP. All rights reserved

"Lavorando insieme alle autorità nazionali, dopo la totale devastazione della Seconda Guerra Mondiale, abbiamo usato la Convenzione come modello per costruire un'Europa migliore, contribuendo a garantire stabilità e sicurezza per sette decenni", ha spiegato Marija Pečinović Burić.

Diritti imprescindibili (anche per i pensionati svizzeri...)

La CEDU tutela i diritti di ogni cittadino di uno Stato firmatario, suddivisi in 19 articoli distinti.

Questi comprendono il diritto a un processo equo, al rispetto della vita familiare e privata, all'istruzione e a libere elezioni, oltre alla libertà di pensiero, di espressione, di riunione e alla libertà dalla tortura o dalla schiavitù.

Il Consiglio d'Europa riporta sul suo sito web oltre 200 casi di impatto della CEDU.

Le sentenze passate hanno contribuito a proteggere le vittime di violenze domestiche, i risparmiatori, l'ambiente, i bambini, le minoranze sessuali, le libertà religiose, le famiglie, i media e i pazienti dei medici, e molti ancora. 
Persino i pensionati svizzeri che, a marzo 2023, sono ricorsi alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo, contro il proprio governo, per "difendersi" dal cambiamento climatico.

Critiche oltre Manica

Ma neppure la Convenzione è immune alle critiche.

Nel 2016, l'ex primo ministro britannico Theresa May ha dichiarato che il Regno Unito dovrebbe ritirarsi dalla CEDU, sostenendo che "vincola le mani del Parlamento, non aggiunge nulla alla nostra prosperità, ci rende meno sicuri, impedendo la deportazione di cittadini stranieri pericolosi".

"E non fa nulla per cambiare l'atteggiamento di governi, come quello russo, in materia di diritti umani", aggiunse Theresa May.

Jean-Francois Badias/Copyright 2023 The AP.
Incontro alla Corte europea per i Diritti Umani. (Marzo 2023)Jean-Francois Badias/Copyright 2023 The AP.

La CEDU è in pericolo?

Negli ultimi mesi, il governo britannico ha nuovamente minacciato di ritirarsi dalla CEDU, che sostiene essere d'intralcio al suo discusso giro di vite sull'immigrazione (con possibile deportazione in Ruanda degli immigrati clandestini).

Oltre alle implicazioni "preoccupanti e moralmente ripugnanti" per i migranti, Miriam Ronzoni, docente di teoria politica all'Università di Manchester, ha dichiarato di recente a Euronews che i cittadini britannici stessi potrebbero perdere molte dei loro diritti, in caso di uscita del loro Paese dalla Convenzione.

"Una cosa su cui il governo e i banchieri Tories favorevoli all'uscita dalla CEDU tacciono vistosamente è che la maggior parte dei casi portati alla CEDU riguardano violazioni dei diritti umani commesse dagli Stati contro i propri cittadini".

Solo due Paesi hanno finora abbandonato il trattato: la Grecia, quando nel 1969 abolì la democrazia e impose una giunta militare - Atene vi rientrò poi quando la "Dittatura dei Colonelli" terminò nel 1974 - mentre la Russia è stata espulsa dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022.

"Gli orrendi eventi degli ultimi 18 mesi..."

"Gli orrendi eventi degli ultimi 18 mesi dimostrano cosa può accadere quando gli Stati voltano le spalle a questi valori e quanto rapidamente le conquiste degli ultimi 70 anni possano essere vanificate", ha dichiarato la Segretaria generale del Consiglio d'Europa, Marija Pejčinović Burić.

"Ora, più che in qualsiasi altro momento della storia della Convenzione, i popoli europei hanno bisogno che le nostre nazioni si uniscano dietro il sistema della Convenzione e i suoi valori... per il bene di tutti noi e delle generazioni a venire".

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"Una cosa su cui il governo e i banchieri Tories favorevoli all'uscita dalla CEDU tacciono vistosamente è che la maggior parte dei casi portati alla CEDU riguardano violazioni dei diritti umani commesse dagli Stati contro i propri cittadini".
Miriam Ronzoni
Docente di Teoria Politica - Università di Manchester

Winston Churchill, primo ministro del Regno Unito in tempo di guerra, era un convinto sostenitore della CEDU, ritenendo che la Convenzione svolgesse un ruolo fondamentale nel proteggere i cittadini da trattamenti crudeli e disumani da parte di governi dispotici dell'Europa continentale.

Il Regno Unito è stato il primo firmatario della CEDU e gli avvocati britannici hanno svolto un ruolo fondamentale nella sua stesura.

Come viene applicata la CEDU?

La CEDU viene applicata dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), un tribunale internazionale con sede a Strasburgo, in Francia. Vi operano avvocati di tutti gli Stati firmatari.

Anche in questo caso, la Corte è indipendente da Bruxelles.

Chiunque ritenga che i propri diritti sanciti dalla CEDU siano stati violati da uno Stato può portare il proprio caso in tribunale.

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Se i giudici della Corte europea dei Diritti dell'Uomo ritengono che i diritti di una persona siano stati violati, possono pronunciarsi contro uno Stato e ordinargli di pagare un risarcimento.

Lo Stato membro può anche essere costretto a prendere provvedimenti per garantire che la stessa cosa non si ripeta.

Tuttavia, la Corte europea non ha il potere di annullare le decisioni nazionali o le leggi nazionali.

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