Il Pontefice è in Libano per la seconda tappa del suo viaggio apostolico, il primo dalla sua elezione, che lo ha portato già Turchia ad Ankara, Iznik e Istanbul
Il Papa è in Libano, l'ultima tappa del suo primo viaggio apostolico, dove domenica è stato ricevuto dalle autorità locali e ha tenuto un discorso molto atteso in un Paese, travagliato da anni di tensioni finanziarie e tra le sue comunità etniche e religiose.
Leone XIV è atterrato a Beirut verso le 15:30 ora locale (le 14:30 in Italia), dopo avere rilasciato già sul volo da Istanbul dichiarazioni cariche di significato sul ruolo della Santa Sede in Medio Oriente.
Papa Leone XIV: "Unica soluzione per la Palestina quella a due Stati, ma Israele non la accetta"
Sull'aereo papale Prevost ha risposto ad alcune domande poste dai giornalisti, che sono al suo seguito, e sulla drammatica questione israelo-palestinese ha usato parole chiare.
"La Santa Sede da anni appoggia la soluzione dei due Stati, ma sappiamo tutti che Israele non la accetta. Eppure è l'unica soluzione al conflitto", ha detto il Pontefice.
In questo senso ha ribadito la volontà della Chiesa di porsi come "voce mediatrice che possa aiutare ad avvicinarsi a una soluzione giusta per tutti", sottolineato come anche il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, incontrato giovedì,sia "certamente d'accordo".
Per quanto riguarda invece l'Ucraina, Leone ha spiegato che proprio il governo di Ankara "ha aiutato il dialogo tra le parti" e rinnovato l'auspicio che tale lavoro diplomatico possa portare a una soluzione del conflitto.
Papa Prevost accolto a Beirut dal presidente e dal primo ministro del Libano
All'arrivo a Beirut - riferisce Vatican News - Prevost è stato accolto dal presidente del Libano Joseph Aoun. ''Benvenuto Santo Padre, messaggero di pace nella terra di pace. È un grande onore, le porgiamo il benvenuto'' ha detto Aoun.
Presenti all'arrivo anche il primo ministro Nawaf Salam, il presidente dell’Assemblea nazionale Nabih Berri e il nunzio apostolico Paolo Borgia, nonché il Patriarca di Antiochia dei Maroniti, il cardinale Béchara Boutros Raï.
Le autorità libanesi hanno allestito la cerimonia di benvenuto in un grande tendone allo scalo aeroportuale, al termine della quale il Papa si è spostato al Palazzo presidenziale, dove ha svolto un breve incontro privato con Aoun e Salam.
Lungo il percorso, il Pontefice è stato acclamato da numerosi fedeli cattolici.
"Attorno a noi, quasi in tutto il mondo, sembra avere vinto una sorta di pessimismo e sentimento di impotenza: le persone sembrano non riuscire più nemmeno a chiedersi che cosa possano fare per modificare il corso della storia", ha dichiarato Prevost poi in un discorso tenuto di fronte alle autorità.
"Beati gli operatori della pace", ha aggiunto ancora il Papa nel suo intervento, ricordando come quest'ultima sia "molto più di una parola: è un desiderio e una vocazione, un dono e un cantiere sempre aperto".
Rivolgendosi quindi alle autorità del Libano ha affermato: "A voi che avete compiti istituzionali all'interno di questo popolo è destinata una speciale beatitudine se a tutto potrete dire di avere anteposto l'obiettivo della pace".
Nel programma del primo pomeriggio trascorso da Leone XIV in Libano, anche la piantumazione di un "cedro dell'amicizia" nel giardino del Palazzo presidenziale, alla presenza di Aoun, del segretario di Stato Pietro Parolin e del patriarca Béchara Boutros Raï.
A concludere, la firma del Libro d'onore e un incontro con la società civile e il corpo diplomatico.
Lunedì la visita al monastero di San Marone e San Charbel di Annaya
Nel programma dei prossimi impegni in Libano c'è il 1° dicembre una delle tappe più importanti del primo viaggio apostolico di Leone XIV nel Levante: la visita al monastero di San Marone e San Charbel di Annaya.
Un'abbazia considerata un simbolo della religiosità libanese e dello spirito ecumenico, quello che ha portato all'organizzazione di questo viaggio, in occasione dei 1700 anni del Concilio ecumenico di Nicea (oggi Iznik, in Turchia).
Di nuovo a Beirut, Prevost si raccoglierà anche in una preghiera silenziosa davanti al monumento in acciaio nella parte orientale della baia di San Giorgio, dove sono incisi i nomi dei morti a causa della tragica esplosione del 2020 nel porto cittadino.
L'ultima visita di un Papa in Libano risaliva al settembre del 2012: all'epoca a recarsi nella nazione mediorientale era stato Benedetto XVI dopo Papa Wojtyla nel maggio del 1997.
In Turchia il rifiuto della deriva della Terza guerra mondiale e la benedizione con il Patriarca Bartolomeo
In precedenza, nella mattina di domenica Leone XIV ha presenziato a Istanbul agli ultimi due eventi in Turchia: una preghiera nella Cattedrale apostolica armena e una divina liturgia con il Patriarca ecumenico Bartolomeo.
Anche nella nazione guidata da Erdogan, il Pontefice non ha mancato l'occasione per ricordare l'importanza della pace, chiedendo di non cedere alla deriva della "Terza guerra mondiale frammentata" perché "ne va il futuro dell'umanità".
Il Papa è entrato nella cattedrale armena in una nuvola di incenso, accompagnato da un coro, e ha elogiato la "coraggiosa testimonianza cristiana del popolo armeno nel corso della storia, spesso in circostanze tragiche".
Si è trattato di un riferimento al massacro degli armeni da parte dei turchi ottomani durante la Prima guerra mondiale, che Papa Papa Francesco aveva definito un "genocidio", suscitando l'irritazione di Ankara.
Durante la visita in Turchia, Prevost si è anche recato, scalzo, alla Moschea Blu di Istanbul e celebrato una messa alla Volkswagen Arena.