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Francia, forte aumento di atti antiebraici, anticristiani e antimusulmani

Diversi siti ebraici della capitale sono stati imbrattati con vernice verde, nel maggio 2025.
Diversi siti ebraici della capitale sono stati imbrattati di vernice verde, nel maggio 2025. Diritti d'autore  AP Photo/Aurelien Morissard
Diritti d'autore AP Photo/Aurelien Morissard
Di Vincent Reynier
Pubblicato il
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In un nuovo rapporto, il ministero dell'Interno afferma che «gli atti antireligiosi colpiscono la libertà di coscienza e di culto» e mettono a rischio «il delicato equilibrio della nostra società»

L’odio antireligioso continua a crescere in Francia e colpisce tutte le principali comunità di fede. È quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato dal ministero dell’Interno francese, che offre una panoramica degli atti antireligiosi registrati tra il 2010 e il 2025, con particolare attenzione agli sviluppi più recenti.

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Secondo il documento, dopo una temporanea flessione registrata nel 2020 durante la pandemia di Covid-19, gli episodi motivati dall’appartenenza reale o presunta a una religione hanno ripreso a crescere in modo significativo. Il fenomeno ha subito una forte accelerazione dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e il successivo conflitto israelo-palestinese, soprattutto a causa dell’aumento degli atti antisemiti e, in misura minore, di quelli anti-musulmani.

Per il governo francese, questa evoluzione evidenzia una realtà sempre più preoccupante: l’odio religioso è in aumento e interessa l’intero territorio nazionale. Il ministero sottolinea inoltre che i dati potrebbero essere sottostimati, poiché molte vittime non denunciano gli episodi subiti alle autorità.

Gli atti antisemiti rappresentano oltre la metà del totale

Il dato più allarmante riguarda l’antisemitismo. Gli atti antisemiti sono aumentati costantemente negli ultimi quindici anni, raggiungendo un livello senza precedenti dopo il 7 ottobre 2023.

Il rapporto evidenzia che l’impennata è iniziata immediatamente dopo l’attacco di Hamas, ancora prima della risposta militare israeliana, con un incremento del 1.209% tra settembre e ottobre 2023. Dei 1.676 episodi antisemiti registrati in quell’anno, ben 1.242 si sono verificati tra il 7 ottobre e il 31 dicembre.

Pur registrando una lieve diminuzione nel 2025, il fenomeno rimane su livelli storicamente elevati. Oggi gli atti antisemiti rappresentano circa il 53% di tutti gli episodi antireligiosi registrati in Francia. Rispetto al 2022, il loro numero è aumentato del 203%.

La maggior parte degli episodi riguarda aggressioni o minacce contro persone. Nel 2025 sono stati registrati 890 casi di questo tipo, pari al 67% del totale degli atti antisemiti. Particolarmente preoccupante è l’aumento della violenza fisica, che in tre anni è triplicata, passando da 42 casi nel 2022 a 126 nel 2025.

Le autorità francesi segnalano inoltre una persistente diffusione dell’antisemitismo tra le giovani generazioni, favorita anche dalla circolazione di contenuti e comportamenti violenti sui social network.

Crescono gli atti anticristiani e le aggressioni ai fedeli

Anche gli atti anticristiani mostrano una tendenza al rialzo. Dopo il picco registrato nel 2018 e una lieve flessione durante gli anni della pandemia, il numero degli episodi è tornato a crescere.

Nel 2025 sono stati registrati 843 atti anticristiani, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Questi episodi rappresentano oggi circa il 34% del totale degli atti antireligiosi.

Sebbene la maggioranza dei casi continui a riguardare danneggiamenti o attacchi contro edifici e proprietà religiose, il rapporto evidenzia un forte incremento delle aggressioni contro le persone. Gli attacchi personali sono aumentati del 70% rispetto al 2024, raggiungendo 109 episodi.

Particolarmente significativo è il raddoppio delle violenze fisiche contro i membri della comunità cristiana. Nel 2025 sono stati registrati 23 casi, contro gli 11 dell’anno precedente. Molti degli episodi hanno coinvolto sacerdoti, religiosi o responsabili di luoghi di culto.

Tra gli eventi più gravi segnalati dal rapporto figura l’omicidio di Ashur Sarnaya, cristiano iracheno di 45 anni, avvenuto a Lione il 10 settembre 2025.

Le autorità hanno inoltre registrato un aumento dell’86% delle interruzioni delle celebrazioni religiose e delle minacce rivolte ai fedeli. Quasi tutti gli episodi anticristiani riguardano la comunità cattolica, che nel 2025 ha concentrato 817 casi sui 843 totali.

Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez arriva all'Eliseo a Parigi, Francia, martedì 26 maggio 2026.
Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez arriva all'Eliseo a Parigi, Francia, martedì 26 maggio 2026. Tom Nicholson/Pool Photo via AP

Impennata degli atti anti-musulmani

Anche gli atti anti-musulmani hanno registrato una forte crescita nell’ultimo anno. Sebbene rappresentino circa il 13% del totale degli atti antireligiosi, il loro aumento è stato particolarmente marcato.

Nel 2025 sono stati registrati 326 episodi, con una crescita dell’88% rispetto al 2024 e del 35% rispetto al 2023. A trainare l’incremento sono soprattutto gli attacchi contro le persone, aumentati del 151%.

Secondo il Ministero dell’Interno, alcuni picchi sono stati osservati durante periodi particolarmente sensibili, come il Ramadan, o in occasione di dibattiti pubblici particolarmente polarizzati, tra cui quello sull’uso del velo nelle competizioni sportive.

Tra gli episodi più frequenti figurano minacce, insulti e intimidazioni. In forte aumento anche l’abbandono di carcasse di maiale davanti a luoghi di culto o spazi frequentati da musulmani, con 25 casi registrati nel 2025.

Le autorità ritengono che l’aumento delle segnalazioni sia dovuto anche a una migliore capacità di monitoraggio del fenomeno, favorita dall’attività dell’Association de défense contre les discriminations et les actes antimusulmans (ADDAM), che ha potenziato gli strumenti di raccolta delle denunce e la collaborazione con i servizi di intelligence territoriale.

Quasi 48 milioni di euro per proteggere i luoghi di culto

Di fronte all’aumento degli episodi di odio religioso, il governo francese ha annunciato un rafforzamento delle misure di prevenzione e protezione.

Dal 2015 lo Stato ha stanziato oltre 47,8 milioni di euro per la sicurezza di quasi mille luoghi di culto attraverso il programma dedicato alla protezione degli edifici religiosi. I fondi sono stati utilizzati per installare sistemi di videosorveglianza, dispositivi anti-intrusione, porte blindate e altre misure di sicurezza.

Parallelamente, il ministero dell’Interno ha avviato nel 2025 un programma di formazione rivolto ai responsabili religiosi locali. Tra marzo e dicembre sono state organizzate 224 sessioni di sensibilizzazione, che hanno coinvolto quasi 1.700 rappresentanti delle diverse confessioni.

Per le autorità francesi, la lotta agli atti antireligiosi rappresenta oggi una priorità nazionale. Un fenomeno che, secondo il rapporto, non minaccia soltanto la libertà di culto e di coscienza, ma mette a rischio anche la coesione sociale e la convivenza civile nel Paese.

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