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Mondiali 2026, lavoro da remoto: le migliori città ospitanti per nomadi digitali

I nomadi digitali appassionati di calcio hanno molte città che ospitano i Mondiali tra cui scegliere, ma non si equivalgono tutte
I nomadi digitali appassionati di calcio possono scegliere tra molte città che ospitano il Mondiale, ma non tutte offrono le stesse opportunità Diritti d'autore  Jonathan Kemper/Unsplash
Diritti d'autore Jonathan Kemper/Unsplash
Di Saskia O'Donoghue
Pubblicato il
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Dalla wifi veloce agli spazi di coworking, dagli alloggi economici alla birra a buon mercato: una nuova ricerca indica quali città ospiti dei Mondiali 2026 sono ideali per chi vuole conciliare lavoro e calcio.

Il Mondiale FIFA 2026 si preannuncia come il più grande torneo di calcio mai organizzato, con partite distribuite tra Stati Uniti, Canada e Messico e miliardi di spettatori attesi in tutto il mondo.

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Per molti tifosi però seguire le partite non significa più doversi prendere un mese di ferie. Con il lavoro da remoto e ibrido diventati la norma, un numero crescente di viaggiatori programma di combinare torneo e lavoro all’estero, sostituendo l’ufficio con spazi di coworking, caffè e fan zone nelle città che ospitano i Mondiali 2026.

Quali destinazioni offrono dunque il miglior equilibrio tra atmosfera calcistica, costi contenuti e praticità per il lavoro da remoto?

Il provider di web hosting [20i](https://www.20i %28fonte in inglese%29.com/blog/best-cities-to-work-remotely-during-2026-world-cup/) ha analizzato tutte e 16 le città ospitanti nei tre Paesi sulla base di indicatori chiave per i tifosi che lavoreranno mentre guardano le partite, per individuare i migliori hub per il lavoro da remoto durante il torneo.

Sono stati utilizzati dati pubblici per valutare la qualità della connessione Internet, la disponibilità di spazi di lavoro e l’assistenza tecnologica nelle vicinanze. Sono stati presi in esame anche l’indice del sistema sanitario locale e il punteggio nazionale in materia di cybersicurezza, tutti elementi cruciali per lavorare a distanza in modo efficace.

20i ha inoltre considerato la disponibilità di alloggi entro 1 km dallo stadio di ciascuna città e il costo della vita, esaminando in particolare i prezzi di un pasto economico, di una birra alla spina e di una corsa in taxi di 1 km.

L’azienda ha quindi attribuito a ogni città un punteggio da 0 a 25 per ciascun indicatore. I punteggi sono stati poi aggregati per ottenere un totale su 250: più alto è il punteggio, maggiore è la predisposizione al lavoro da remoto.

Pur avendo ognuna i propri punti di forza, in testa alla classifica ci sono due città canadesi, Toronto e Vancouver, che hanno soddisfatto quasi tutti i criteri e ottenuto rispettivamente 200,0 e 163,3 punti su 250.

Città del Messico ha ottenuto buoni risultati in alcune voci della classifica, ma è scesa in altre
Città del Messico ha ottenuto buoni risultati in alcune voci della classifica, ma è scesa in altre Bhargava Marripati/Unsplash

Houston e Philadelphia hanno ottenuto buoni risultati per connettività, disponibilità di alloggi e cybersicurezza, raggiungendo entrambe un punteggio complessivo di 146,7 su 250. Le città ospitanti del Messico, invece, si sono piazzate bene per convenienza economica e ampia scelta di sistemazioni, ma sono risultate più deboli sul fronte della cybersicurezza.

Le altre città statunitensi non hanno brillato. Los Angeles, Seattle e l’area della Baia di San Francisco si sono classificate in fondo a causa dei costi generali più elevati e del numero limitato di alloggi economici vicino agli stadi.

A Boston, invece, non è stata rilevata alcuna sistemazione economica a distanza pedonale dallo stadio per i tifosi. Un dato che suggerisce come i lavoratori da remoto farebbero bene a scegliere la propria base valutando il giusto equilibrio tra infrastruttura digitale e convenienza, e non solo le dimensioni o la popolarità della città ospitante.

Ecco in cosa eccelle ciascuna città che ospita il Mondiale.

Gli aspetti pratici: spazi di coworking e qualità di Internet

Secondo lo studio, l’area ospitante di New York-New Jersey è quella con il maggior numero di spazi di coworking tra tutte le città del torneo, 266 in totale, e si è piazzata al quinto posto complessivo in classifica.

Anche Città del Messico e Toronto offrono numerosi spazi di coworking, rispettivamente 171 e 113, mentre Kansas City ne mette a disposizione appena 13.

Canada e Stati Uniti possono contare su solidi punteggi nazionali in materia di cybersicurezza. Nelle città ospitanti del Messico, invece, i risultati sono stati deludenti, ben al di sotto della soglia di 80 punti che lo studio considera “buona”.

In concreto ciò significa che i lavoratori da remoto che scelgono di fermarsi in Messico potrebbero dover adottare ulteriori misure di sicurezza, ad esempio utilizzare una VPN.

Toronto e Vancouver hanno registrato le velocità di download sulla banda larga fissa più elevate tra tutte le città ospitanti, seguite da Miami. Tutte e tre hanno superato i 200 Mbps, una soglia considerata eccellente per il lavoro da remoto con più dispositivi collegati.

Tutte le città statunitensi che ospitano il torneo offrono velocità di connessione più che dignitose, mentre quelle messicane chiudono la classifica.

A Città del Messico la velocità media si ferma a 43,61 Mbps, il che suggerisce che chi lavora da lì dovrà privilegiare spazi di coworking o alloggi con Wi-Fi ad alta velocità verificato.

Costo della vita

Se dal punto di vista infrastrutturale il Messico non guida sempre la classifica, le sue città ospitanti si sono comunque distinte in diverse categorie legate all’accessibilità economica.

Guadalajara e Città del Messico hanno ottenuto buoni risultati, grazie alla maggiore disponibilità di alloggi a prezzi contenuti e a cibo, bevande e taxi più economici rispetto alle altre città del torneo.

Nelle città messicane che ospitano il Mondiale, una pinta di birra alla spina costa in media circa 3,02 dollari (2,59 euro), mentre le tariffe dei taxi si attestano intorno a 1,02 dollari (0,88 euro) al chilometro, scendendo fino a 0,46 dollari (0,39 euro) a Città del Messico.

Negli Stati Uniti, invece, i tifosi possono aspettarsi di pagare in media 7,27 dollari (6,24 euro) per una birra alla spina e 1,73 dollari (1,49 euro) al chilometro per una corsa in taxi.

Anche il cibo in Messico è relativamente conveniente: un pasto in un ristorante economico costa in media 12,46 dollari (10,70 euro), meno della metà di un pasto simile nella notoriamente cara Miami e sensibilmente meno rispetto al resto degli Stati Uniti.

In Canada i costi di pasti, birra e taxi sono inferiori rispetto agli Stati Uniti ma superiori a quelli del Messico. Le città canadesi che ospitano il Mondiale risultano quindi relativamente accessibili, ma non per tutte le tasche.

Offerta di alloggi

Trovare alloggi a prezzi accessibili vicino agli stadi potrebbe rivelarsi difficile in diverse città statunitensi che ospitano il torneo.

Boston si è rivelata un luogo estremamente caro in cui soggiornare durante il torneo
Boston si è rivelata un luogo estremamente caro in cui soggiornare durante il torneo Jacob Licht/Unsplash

Su Booking.com e Airbnb non è stato trovato alcun alloggio entro 1 km dal Boston Stadium a meno di 4.000 dollari (3.434 euro) per sette notti. Atlanta offriva una sola opzione economica, mentre Dallas e l’area della Baia di San Francisco ne contavano rispettivamente 17 e 20.

Anche Kansas City e Seattle hanno registrato meno di 50 strutture a prezzi ragionevoli raggiungibili a piedi dagli stadi.

Al contrario, Città del Messico ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto per disponibilità di alloggi economici. In generale, le città canadesi e messicane che ospitano il torneo offrono molta più scelta ai tifosi con un budget limitato.

Fuso orario favorevole

Anche se non sono stati inclusi nella classifica finale, i fusi orari contano molto per chi lavora da remoto.

Le destinazioni della costa orientale, tra cui Toronto, Atlanta, Philadelphia, Boston e l’area di New York e New Jersey, offrono la migliore sovrapposizione con l’orario d’ufficio europeo, con fino a tre ore di lavoro in comune con i team basati a Londra.

Le città della costa occidentale, tra cui Vancouver, Seattle, Los Angeles e San Francisco, non hanno invece alcuna sovrapposizione standard con l’orario d’ufficio nel Regno Unito o in Europa. Nessuna delle città ospitanti si allinea in modo soddisfacente neppure con l’orario lavorativo standard dei principali hub dell’area Asia-Pacifico, come Tokyo, Singapore e Pechino.

Di conseguenza, i lavoratori da remoto potrebbero doversi organizzare con inizi anticipate o fine giornata più tardive per conciliare il lavoro con il calendario del Mondiale.

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