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Vasectomia sì, isterectomia no: la contraccezione permanente in Polonia

Si stima che ogni anno in Polonia vengano eseguiti cinquemila interventi di vasectomia
Si stima che ogni anno in Polonia vengano eseguiti cinquemila interventi di vasectomia Diritti d'autore  Wazektomia.com
Diritti d'autore Wazektomia.com
Di Aleksandra Galka Reczko
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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In Polonia, la vasectomia sta diventando un metodo di contraccezione permanente sempre più popolare tra gli uomini. L'isterectomia, invece, è illegale su richiesta e il medico che la esegue senza indicazione terapeutica rischia una pena detentiva di tre anni

Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, entro il 2100 la popolazione della Polonia potrebbe dimezzarsi, arrivando a meno di 15 milioni di cittadini. Si dice anche che i più giovani possano rappresentare la "generazione della fine del mondo" o la "generazione della catastrofe climatica". Il rapporto State of the Young 2025 (in lingua polacca) indica che il 15 per cento dei nati tra il 1995 e il 2006 non ha figli e non intende averne. Le forme di contraccezione permanente, come la vasectomia tra gli uomini, stanno guadagnando popolarità. Ma, in realtà, solo tra le persone di sesso maschile, perché l'isterectomia - una procedura analoga per le donne - è limitata in Polonia.

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Si stimano cinquemila vasectomie all'anno in Polonia

In realtà non sono disponibili statistiche precise da parte del Fondo sanitario nazionale, poiché la maggior parte delle vasectomie in Polonia viene eseguita privatamente. Tuttavia, si stima che ogni anno ne vengano effettuate circa cinquemila in tutto il Paese. Addirittura, tali operazioni sono pubblicizzate online così come su cartelloni stradali.

Mateusz Siwik, proprietario di una delle cliniche che pratica la vasectomia a Varsavia (la Vasectomy.com Family Planning Centre), in un'intervista a Euronews conferma che tali interventi stanno guadagnando popolarità: "Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita stabile dell'interesse per la vasectomia. L'aumento anno su anno è di circa il 15 per cento".

A suo avviso, l'aumento dell'interesse è un processo graduale ed è dovuto principalmente alla "maggiore disponibilità di informazioni e all'abbattimento degli stereotipi sociali". Secondo Siwik, il profilo dei pazienti è inoltre socialmente eterogeneo: "Si tratta per lo più di uomini con relazioni stabili, con due o più figli, che hanno preso consapevolmente la decisione di porre fine all'allargamento della famiglia".

Il caso dell'influencer Ekskluzywny Menel

Ne è un esempio Kamil Pawelski (conosciuto online come Exclusive Menel), psicologo e influencer sul tema della mascolinità, che si è sottoposto all'intervento nel 2020, due anni dopo la nascita del suo secondo figlio: "È stata una decisione dettata dal fatto che sapevo di non volere che mia moglie si sottoponesse alla terapia ormonale. Allo stesso tempo, eravamo anche consapevoli di non voler avere altri figli".

Pawelski è una figura popolare in Polonia: è un blogger noto e partecipante a programmi musicali. Quando ha condiviso pubblicamente la notizia dell'intervento, non ha trovato la comprensione di tutti: "Paradossalmente, il più grande dispiacere mi è venuto dagli uomini. Ho ricevuto invece molto sostegno dalle donne. Penso che questa sia una decisione molto maschile. Anche se ovviamente non consiglierei questa procedura a chi sta pensando di avere figli in futuro".

Sorgono forme di turismo sanitario

A differenza della vasectomia, l'isterectomia "su richiesta" è vietata in Polonia. Il codice penale stabilisce infatti che chiunque arrechi un danno fisico grave sotto forma, tra l'altro, di incapacità permanente di concepire, è passibile di reclusione da 3 a 20 anni.

Rafał Zadykowicz è specialista in ostetricia e ginecologia, presidente della sezione di psicosomatica della Società polacca di ginecologia e ostetricia e membro di gruppi di esperti dell'Oms e del ministero della Salute polacco. Ha anche un'ampia pratica all'estero.

A Euronews spiega che in altri Paesi la legge non è così restrittiva al riguardo: "Nella maggior parte dei Paesi dell'Europa occidentale, l'operazione è legale. Il più delle volte i ginecologi sono sorpresi del fatto che nel nostro Paese la legge sia questa, che la possibilità di eseguire l'intervento sia così limitata e consentita solo per motivi medici".

Zadykowicz precisa che dal punto di vista tecnico si tratta di una procedura semplice, che si esegue in laparoscopia: "Per capire di cosa parliamo, basti pensare che si tratta di un intervento che gli specializzandi di solito eseguono al primo o al secondo anno di formazione nei Paesi dell'Europa occidentale", prosegue il ginecologo.

L'accesso limitato ha portato all'emergere di forme di turismo sanitario: "I pazienti sono informati, per cui non chiedono interventi di questo tipo al mio studio. Piuttosto vanno all'estero". Le donne polacche si recano nei Paesi vicini come la Germania, la Repubblica Ceca o la Slovacchia, dove le cliniche offrono pacchetti in polacco, con trasporto e alloggio inclusi.

I francesi sono disposti a sottoporsi alla vasectomia, gli italiani non particolarmente

In Europa occidentale sono legali entrambi i metodi di sterilizzazione, anche se le statistiche mostrano che la vasectomia è sempre più scelta. È considerata più semplice e meno invasiva dell'isterectomia. In Francia, il numero di interventi è passato da 1.940 nel 2010 a più di 30mila nel 2022, soprattutto tra i giovani (sotto i 40 anni). Anche in altri Paesi (Spagna, Austria) l'interesse sta crescendo, anche se più lentamente. L'Italia rimane invece a livelli bassi, con circa l'1 per cento degli uomini in età riproduttiva.

Secondo The Lancet, la vasectomia è ampiamente utilizzata in Nord America (12 per cento), così come in Oceania e Europa settentrionale (11 per cento). In Canada è il metodo più diffuso (il 22 per cento delle donne si affida alla vasectomia del proprio partner). Tassi elevati si registrano anche nel Regno Unito, in Nuova Zelanda e in Corea del Sud (17-21 per cento). Nei Paesi in via di sviluppo il fenomeno è invece marginale (0,7 per cento nei Paesi meno sviluppati).

La questione del tasso di fertilità nel dibattito sulla sterilizzazione

La discussione sull'accesso alla sterilizzazione è abbinata a quella sui tassi di fertilità a livelli allarmanti. La Polonia lotta con uno dei valori più bassi al mondo: secondo l'Ufficio centrale di statistica, entro il 2025 la popolazione sarà scesa a 37,3 milioni e il numero di bambini e adolescenti sarà diminuito di altre 140mila unità. Il tasso di fertilità nel 2024 ha raggiunto un minimo storico (circa 1,10-1,16 figli per donna secondo varie fonti CSO/Eurostat), con una stima di 1,10 nel 2025.

Nel 2024, la Polonia si posizionerà al terzultimo posto tra i Paesi Ocse in termini di fertilità (davanti solo a Cile e Corea del Sud). Nell'Unione Europea, il tasso medio nel 2023 era di 1,38 figli per donna (il più alto in Bulgaria 1,81, il più basso a Malta 1,06). La tendenza al ribasso è continuata per anni, con brevi rimbalzi - ad esempio, nel 2021 è stato registrato un tasso di 1,53 durante la pandemia. In seguito, però, si è assistito a un nuovo declino.

In Polonia, dal 2016 è in vigore un programma di politica sociale che offre un sostegno finanziario esente da imposte per i bambini. È in corso un acceso dibattito su come invertire il drammatico calo dei tassi di fertilità. Tuttavia, manca una delle domande più importanti: perché le persone che biologicamente e nella vita potrebbero avere figli decidono alla fine di non averne?

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