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Regno Unito, legge smokefree generation taglierà il fumo e migliorerà la salute

In questa foto d’archivio di martedì 10 dicembre 2002, uno studente del terzo anno di liceo tiene una sigaretta mentre un altro ne aspira a Lawrence, Kansas.
In questa foto d'archivio di martedì 10 dicembre 2002, uno studente del liceo tiene una sigaretta mentre un altro fuma a Lawrence, Kansas. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Roselyne Min
Pubblicato il
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La politica potrebbe generare benefici per la salute crescenti nel tempo, con decine di migliaia di anni di vita in buona salute in più. Entro il 2075 potrebbe garantire circa 88.000 anni di vita sana aggiuntivi rispetto all’assenza di una nuova legge.

Il fumo tra i giovani in Inghilterra potrebbe scendere a livelli estremamente bassi nell’arco di una generazione, con importanti benefici per la salute, secondo una nuova ricerca che analizza l’impatto della legge britannica sulla “smokefree generation” (generazione senza fumo).

Lo scorso anno il governo del Regno Unito ha presentato un disegno di legge anti-tabacco per “spezzare il ciclo della dipendenza”. Il provvedimento, non ancora approvato in via definitiva, vieterebbe in modo permanente la vendita di prodotti del tabacco a chi è nato dal 1° gennaio 2009 in poi, innalzando di un anno, ogni anno, l’età legale per l’acquisto.

Secondo lo studio, tra i 12 e i 30 anni la diffusione del fumo potrebbe scendere sotto il 5% verso la fine degli anni Quaranta, con un anticipo di decenni rispetto a uno scenario senza questa politica.

Grazie a modelli previsionali dettagliati, i ricercatori dell’Università di Nottingham hanno stimato come potrebbe cambiare nei prossimi decenni la prevalenza del fumo tra i 12 e i 30 anni in Inghilterra se la legge venisse attuata, confrontandola con uno scenario in cui non lo fosse.

Un rapporto pubblicato lo scorso anno dall’agenzia sanitaria pubblica del Galles ha rilevato che oltre un decesso su dieci tra le persone con più di 35 anni, nel periodo 2020-2022, è stato causato dal fumo.

I ricercatori avvertono però che i progressi non saranno uguali per tutti: uomini e persone che vivono nelle comunità a più basso reddito potrebbero raggiungere questo traguardo più tardi, a meno di interventi mirati di sostegno.

La misura potrebbe generare benefici sanitari crescenti nel tempo, con decine di migliaia di anni di vita in buona salute in più. Entro il 2075, si stimano circa 88 mila anni di vita sana aggiuntivi rispetto a uno scenario senza la nuova legge.

I maggiori benefici sono attesi nelle comunità svantaggiate, dove il fumo è più diffuso: circa il 30% degli anni di vita sana aggiuntivi dovrebbe riguardare il 20% dei quartieri più poveri.

Lo studio indica che campagne di comunicazione mirate e maggiori investimenti, anch’essi mirati, nell’applicazione della legge potrebbero ridurre sia le disuguaglianze assolute sia quelle relative.

«Queste simulazioni suggeriscono che la legge sulla generazione senza fumo potrebbe impedire ai giovani di iniziare a fumare, accelerando il cammino verso un futuro senza tabacco», ha dichiarato Nathan Davies, autore principale dello studio e ricercatore presso la School of Medicine dell’Università di Nottingham.

«Ma conterà molto il modo in cui la politica verrà attuata. Controlli più rigorosi, una comunicazione efficace e un maggiore sostegno ai programmi per smettere di fumare nelle comunità dove il fumo è ancora più diffuso potrebbero garantire che i benefici si estendano a tutto il Paese e si concretizzino più in fretta», ha aggiunto.

«Proteggere le future generazioni da una vita di dipendenza mortale e costosa dal fumo»

I risultati sono significativi perché restano positivi anche adottando ipotesi più prudenti sull’impatto della misura nel ridurre l’inizio del consumo di tabacco.

Il governo britannico stima che la legge possa ridurre di circa il 30% all’anno il numero di giovani che iniziano a fumare, mentre i ricercatori dell’Università di Nottingham hanno ipotizzato una riduzione molto più contenuta, intorno al 5% annuo.

Anche con questa stima più bassa, lo studio conclude che la politica potrebbe portare a importanti benefici sanitari di lungo periodo. Se invece si concretizzassero le riduzioni più ampie previste dal governo, il fumo tra i giovani potrebbe scendere sotto il 5% già negli anni Trenta.

Le organizzazioni sanitarie hanno accolto con favore i risultati, pur sottolineando che l’attuazione concreta sarà decisiva.

«Questo studio mette in luce quanto l’innalzamento dell’età legale per l’acquisto rappresenterà un passo storico per proteggere le future generazioni da una vita segnata da una dipendenza mortale e costosa», ha affermato Alizée Froguel, responsabile delle politiche di prevenzione presso Cancer Research UK.

Il progetto è stato finanziato dal National Institute for Health and Care Research (NIHR).

Il disegno di legge è ancora all’esame del parlamento britannico. Se approvato, introdurrebbe alcune delle misure anti-fumo più severe al mondo, in linea con Paesi come le Maldive, che hanno vietato la vendita di tabacco a chi è nato dal 1° gennaio 2007 in poi.

La Nuova Zelanda, primo Paese a tentare di vietare la vendita di tabacco alle generazioni future, ha invece abbandonato il piano nel 2023.

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