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Cipro, nuovi colloqui per la riunificazione: si cerca una via d'uscita

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Incontro tra Christodoulides ed Erhurman
Incontro tra Christodoulidis ed Erhürman Diritti d'autore  @UN_CYPRUS
Diritti d'autore @UN_CYPRUS
Di Ioannis Karagiorgas
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Il presidente della Repubblica di Cipro e il leader turco-cipriota cercano un'intesa su fiducia, metodo e contenuti. Ma l'ONU frena sul vertice 5+1

Nuovo incontro a Nicosia tra il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidis, e il leader della comunità turco-cipriota, Tufan Erhürman. I due si sono confrontati sulla possibilità di rilanciare i negoziati per la riunificazione dell'isola, divisa dal 1974, alla vigilia della settimana di alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

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Il colloquio si è svolto nella zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite, nell'area dell'ex aeroporto di Nicosia, ed è l'ultimo incontro tra i due leader prima dei rispettivi viaggi a New York.

Al centro della discussione ci sono stati tre temi: le misure di rafforzamento della fiducia tra le due comunità, la metodologia da seguire nel processo negoziale e la sostanza dei futuri negoziati.

"Ho messo sul tavolo alcune nuove idee su tutti e tre i temi: sulle misure di rafforzamento della fiducia, sulla sostanza e sulla metodologia", ha dichiarato Christodoulidis dopo l'incontro. Il leader turco-cipriota, ha aggiunto, si è riservato di esaminarle. "Non vi è stata alcuna presa di posizione negativa. Su alcuni punti sono state chieste ulteriori chiarificazioni, che ho fornito".

Secondo il presidente cipriota, le proposte saranno illustrate anche al segretario generale dell'ONU António Guterres e all'inviata personale delle Nazioni Unite per Cipro, María Ángela Holguín, nei prossimi colloqui.

Cipro, un'isola divisa dal 1974

La questione cipriota riguarda la divisione dell'isola in due aree: la Repubblica di Cipro, riconosciuta internazionalmente e membro dell'Unione europea, e la parte settentrionale amministrata dalla comunità turco-cipriota, riconosciuta come Stato soltanto dalla Turchia.

Tra le due aree si estende una zona cuscinetto delle Nazioni Unite. Da decenni l'ONU cerca di favorire un accordo per una soluzione complessiva della questione cipriota.

Christodoulidis ed Erhürman hanno intensificato i loro incontri nelle ultime settimane. Il 26 agosto avevano concordato di vedersi almeno una volta alla settimana, con la possibilità di aumentare la frequenza dei colloqui quando necessario.

L'obiettivo è preparare il terreno per una nuova fase dei negoziati, dopo anni di tentativi senza un accordo definitivo.

L'ONU frena sul vertice 5+1

Il nuovo incontro arriva però mentre le Nazioni Unite hanno escluso, per il momento, la possibilità di organizzare a New York un vertice nel formato 3+1 o 5+1 durante l'Assemblea generale.

Guterres ha spiegato che prima è necessario completare un lavoro preparatorio significativo e creare condizioni che offrano "reali prospettive di risultato". Il segretario generale ha assicurato che l'ONU resta impegnata a far avanzare il processo, ma ha sottolineato la necessità di evitare di ripetere gli errori dei precedenti negoziati.

Il formato 5+1 ipotizzato dall'ONU prevede il coinvolgimento delle due comunità cipriote e dei tre Paesi garanti dell'isola: Grecia, Turchia e Regno Unito, oltre alle Nazioni Unite. L'obiettivo è creare le condizioni per un nuovo confronto politico più ampio.

Christodoulidis: "Pronti anche a restare a New York"

Prima dell'incontro, Christodoulidis aveva definito cruciale la prossima settimana e ribadito la disponibilità della parte greco-cipriota a partecipare a un incontro bilaterale, trilaterale o allargato qualora Guterres lo ritenesse opportuno.

"Esiste l'infrastruttura per tenere un incontro allargato sulla questione cipriota, ma ciò che manca è la volontà politica", aveva affermato il presidente.

Christodoulidis ha inoltre fatto sapere di essere disposto a rimanere a New York per il tempo necessario, se ci fossero le condizioni per un incontro. "Siamo pienamente pronti", ha ribadito, spiegando che il confronto potrebbe avvenire anche in un momento successivo alla settimana dell'Assemblea generale, se necessario.

La riunione di oggi rappresenta quindi un nuovo passaggio nei contatti tra le due comunità, ma non equivale ancora alla ripresa di negoziati formali. Il prossimo appuntamento chiave sarà a New York, dove entrambi i leader incontreranno separatamente esponenti delle Nazioni Unite a margine dell'Assemblea generale.

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