L’obiettivo delle operazioni è portare il livello del Danubio a una quota sufficiente per mantenere operative le pompe necessarie al raffreddamento dei reattori della centrale nucleare
Da mezzogiorno di lunedì l’acqua affluisce nel Danubio a Dömsöd: è stata aperta la chiusa del ramo Ráckevei-Soroksári del Danubio, che immette una portata aggiuntiva di 20 metri cubi al secondo nel ramo principale del fiume, facendo guadagnare due centimetri di livello.
Qualche giorno fa due chiatte sono arrivate a Paks lungo il Danubio. Dopo il fine settimana, da lunedì mattina è ripresa l’operazione di pompaggio dell’acqua negli scafi, che vengono affondati per creare una soglia di fondo in grado di innalzare il livello del fiume.
Lo spegnimento, di nuovo, della penultima turbina della centrale nucleare di Paks potrà essere evitato solo se l’affondamento controllato delle chiatte produrrà l’aumento di livello atteso. Intanto la costruzione della soglia di fondo definitiva procede a ritmo serrato.
Il governo, dopo un sopralluogo effettuato la scorsa settimana e sulla base delle raccomandazioni concordi di esperti di gestione delle acque, energia e difesa, ha deciso di realizzare questa soglia di fondo tra le due sponde del Danubio, tra la centrale nucleare di Paks e il comune di Dunaszentbenedek. Per l’opera verranno utilizzati prima 35 mila e poi 110 mila metri cubi di pietrame.
Martedì e mercoledì saranno giorni critici, perché fino ad allora sul fiume è atteso un ulteriore calo di 14-15 centimetri. Da giovedì, grazie alle precipitazioni previste sui bacini idrografici austriaci, il livello del Danubio potrebbe tornare a salire.