Al momento l’ultima turbina funziona in sicurezza. Lo ha riferito martedì mattina su Facebook il primo ministro, parlando della situazione alla centrale nucleare di Paks
L'Ungheria ha evitato per un soffio il blocco totale della centrale nucleare di Paks, l'unico impianto atomico del Paese, fondamentale perché copre oltre il 40 per cento della produzione nazionale di elettricità.
A fare la differenza è stato un lieve ma decisivo aumento del livello del Danubio, il fiume dal quale la centrale preleva l'acqua necessaria per il raffreddamento dei reattori.
A darne notizia è stato il primo ministro ungherese Péter Magyar, spiegando che nella notte il Paese era arrivato a "pochi millimetri" dallo spegnimento completo dell'impianto. Intorno all'1.30 sembrava ormai inevitabile fermare anche l'ultima turbina rimasta in funzione, ma il calo del livello del fiume si è improvvisamente arrestato. Al mattino il Danubio era addirittura risalito di circa 1,5 centimetri, consentendo alla centrale di continuare a operare, seppur con una capacità fortemente ridotta. "Si va a Paks!", ha scritto Magyar sui social.
Nelle stesse ore il ministro dell'Economia e dell'Energia, István Kapitány, ha rassicurato la popolazione, affermando che anche la centrale termoelettrica di Dunamenti sta operando in sicurezza e che l'ultima turbina di Paks è ancora in funzione. Il governo ha inoltre assicurato che le importazioni di elettricità sono garantite e che il calo dei consumi registrato negli ultimi giorni ha contribuito ad alleggerire la pressione sulla rete nazionale.
Emergenza non terminata
L'emergenza, però, non è affatto terminata. La storica siccità che sta colpendo l'Europa centrale ha portato il Danubio ai livelli più bassi mai registrati in diversi tratti del suo corso, compromettendo il funzionamento degli impianti che dipendono dalle sue acque per il raffreddamento.
La centrale di Paks, che normalmente produce circa 2.000 megawatt, sta lavorando con una potenza ridotta a circa 240 megawatt, poco più del 10 per cento della capacità ordinaria. Se il livello del fiume dovesse tornare a diminuire, il blocco totale potrebbe diventare inevitabile già nei prossimi giorni.
Per questo il governo ungherese continua a chiedere un forte impegno sul fronte del risparmio energetico. Magyar ha rivolto un nuovo appello alle aziende affinché riducano volontariamente i consumi, soprattutto nella fascia oraria compresa tra le 17 e le 22, quando la domanda di elettricità raggiunge il picco. Ha invitato anche i cittadini a limitare i consumi domestici e a mantenere comportamenti responsabili durante tutta la settimana.
Il premier ha anche criticato alcune grandi imprese che, a suo dire, non avrebbero ancora aderito pienamente agli sforzi richiesti. Tra queste ha citato KALL Ingredients Kft, azienda produttrice di isoglucosio riconducibile all'imprenditore Lőrinc Mészáros, sostenendo che non avrebbe ancora comunicato l'intenzione di ridurre volontariamente il proprio fabbisogno energetico di circa 13 megawatt.
Secondo le previsioni meteorologiche, la giornata di mercoledì potrebbe essere la più critica, con temperature elevate destinate ad aumentare ulteriormente i consumi di energia per il raffrescamento di abitazioni, uffici e attività produttive. Il governo continua a monitorare costantemente sia il livello del Danubio sia le previsioni sulle precipitazioni nell'intero bacino del fiume, invitando la popolazione a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e a non diffondere notizie false o fuorvianti.