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Danubio, pesci senza ossigeno: "È una catastrofe ecologica"

Un braccio secondario di vecchio alveo del Danubio, ormai prosciugato
Un braccio secondario del vecchio alveo del Danubio ormai prosciugato Diritti d'autore  Bildrechte: Fischereiverein Straubing
Diritti d'autore Bildrechte: Fischereiverein Straubing
Di Nela Heidner
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Caldo e siccità prolungati mettono a dura prova i corsi d'acqua tedeschi: molti fiumi sono insolitamente bassi e i pesci soffrono. Le associazioni di pesca lanciano l'allarme.

Il Danubio è sempre più in difficoltà. La combinazione di caldo estremo, siccità prolungata e livelli dell'acqua eccezionalmente bassi sta mettendo sotto pressione gli ecosistemi del grande fiume europeo, con conseguenze particolarmente gravi per pesci e anfibi. La situazione è critica anche in Germania, dove pescatori e autorità sono impegnati in vere e proprie operazioni di salvataggio.

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A Straubing, in Baviera, l'allarme arriva dagli operatori che da settimane monitorano le condizioni dei bracci secondari del Danubio. "Abbiamo attualmente circa 34 gradi di temperatura esterna e, a causa dell'irraggiamento solare, l'acqua si scalda fino a valori che danneggiano gravemente il patrimonio ittico", ha spiegato a Euronews Stefan Plendl, presidente dell'associazione di pesca locale.

Il problema non è soltanto la temperatura. Quando l'acqua si scalda, infatti, diminuisce la quantità di ossigeno che riesce a contenere. E per gli animali acquatici la situazione può diventare rapidamente letale.

"Quando il contenuto di ossigeno scende al 30 per cento, la situazione diventa pericolosa per la vita dei pesci predatori e dei pesci bianchi. Attualmente, nei bracci morti del Danubio la saturazione è solo del 30-32 per cento", racconta Plendl.

Pesci intrappolati nei bracci morti

A essere maggiormente esposti sono lucci, lucioperca, carpe, breme e numerose altre specie. Il problema riguarda soprattutto gli "Altwässer", gli antichi bracci del fiume rimasti separati dal corso principale dopo i cambiamenti naturali dell'alveo o gli interventi dell'uomo.

Questi specchi d'acqua sono fondamentali per la biodiversità: rappresentano aree di riproduzione e rifugio per pesci, anfibi e uccelli. Ma con la siccità rischiano di trasformarsi in trappole.

"Nei mesi di aprile e maggio molti pesci sono entrati nei bracci morti per la riproduzione. Loro e la loro prole ora sono intrappolati in queste lanche", spiega Plendl. "Se continua a fare così caldo e i livelli dell'acqua continuano a scendere, sarà una catastrofe ecologica".

Il quadro si inserisce in una crisi idrica che sta interessando numerosi grandi fiumi europei. Il Danubio ha raggiunto livelli eccezionalmente bassi in diversi tratti, mentre la siccità sta creando problemi anche alla navigazione e ai sistemi energetici. In Serbia, il livello del fiume è sceso a tal punto da far riemergere relitti della Seconda guerra mondiale rimasti sommersi per decenni.

In alcune zone dei bracci morti del Danubio con livelli idrici particolarmente bassi è stata pompata acqua fresca.
In alcune zone dei bracci morti del Danubio con livelli idrici particolarmente bassi è stata pompata acqua fresca. Fischereiverein Straubing

Tre tubi per salvare i pesci

A Pillmoos/Zeller Wörth, nella zona di Straubing, pescatori e autorità per la gestione delle acque stanno cercando di evitare il peggio.

Da un tratto del Danubio vengono pompate grandi quantità d'acqua attraverso tre tubi per alimentare il bacino nel quale sono rimaste intrappolate tonnellate di pesci. È un intervento d'emergenza che deve essere ripetuto continuamente.

I pesci vengono catturati con reti e guadini e trasferiti in altri specchi d’acqua.
I pesci vengono catturati con reti e guadini e trasferiti in altri specchi d’acqua. Bildrechte: Fischereiverein Straubing

"Da due o tre mesi la situazione è di siccità, abbiamo bisogno ogni giorno di 80-100 litri di diesel per portare avanti queste operazioni di pompaggio", spiega Plendl. Per una piccola associazione di pesca, il costo è enorme.

Ma non ovunque è ancora possibile intervenire con le pompe. Nella Vogelau, vicino a Straubing, l'acqua è ormai troppo poca e le infrastrutture non consentono di riportare in vita il vecchio braccio del fiume. Qui l'unica soluzione rimasta è recuperare direttamente i pesci e trasferirli in zone dove possono sopravvivere.

Migliaia di pesci morti

La stessa emergenza si registra in altre regioni della Germania. A Friburgo, gli operatori delle associazioni di pesca stanno intervenendo in un canale quasi completamente prosciugato. In alcuni punti rimangono appena cinque o sei centimetri d'acqua. Nelle aree già asciutte sono stati trovati migliaia di pesci morti, mentre quelli ancora vivi vengono catturati con i guadini e trasferiti nei corsi d'acqua con una portata sufficiente.

In Renania Settentrionale-Vestfalia, il ministero dell'Ambiente ha segnalato le conseguenze del caldo e dei bassi livelli idrici sugli organismi acquatici. Particolarmente vulnerabili sono specie sensibili alle alte temperature, come trote fario e temoli.

Situazione difficile anche in Renania-Palatinato, dove diversi piccoli corsi d'acqua e affluenti dei bacini di Reno, Mosella, Lahn e Nahe si sono prosciugati oppure sono rimasti divisi in piccole pozze isolate, nelle quali l'ossigeno continua a diminuire.

Una nave, lunedì 10 agosto 2026, si è arenata in un ramo del Reno vicino all’isola Grafenwerth, a Bad Honnef.
Una nave, lunedì 10 agosto 2026, si è arenata in un ramo del Reno vicino all’isola Grafenwerth, a Bad Honnef. AP Photo

A rischio anche anfibi e biodiversità

Il problema, però, va ben oltre i pesci. Nei bracci del Danubio vivono gamberi, molluschi, insetti acquatici, uccelli e anfibi. Tra questi c'è il tritone crestato, specie considerata minacciata in Germania e particolarmente vulnerabile in Baviera.

"Abbiamo raccolto a mano centinaia di tritoni crestati", racconta Plendl ricordando gli interventi nella Vogelau, sull'isola Gstütt a Straubing.

La progressiva scomparsa degli specchi d'acqua fermi e delle zone umide rappresenta infatti una delle principali minacce per molte specie. Quando l'acqua si ritira, gli habitat vengono frammentati e gli animali rimangono isolati in pozze sempre più calde e povere di ossigeno.

Un fiume trasformato dall'uomo

La siccità sta quindi facendo emergere anche una fragilità più antica. Secondo Plendl, la sistemazione del Danubio non avrebbe tenuto sufficientemente conto del ruolo dei bracci morti, lasciando molti habitat già in condizioni difficili.

Il caldo estremo rende ora il problema molto più evidente. Uno studio del CEDIM del Karlsruhe Institute of Technology sottolinea che gli eventi di caldo del 2026 si sono innestati su un deficit idrico di lungo periodo, con temperature dei fiumi eccezionalmente elevate e livelli idrici molto bassi in diverse aree della Germania.

E il fenomeno non riguarda soltanto il Danubio. Gli esperti segnalano una crisi sempre più ampia dei corsi d'acqua europei: piccoli fiumi e torrenti stanno interrompendo il loro flusso o arrivando al completo prosciugamento, con conseguenze potenzialmente durature sulla biodiversità.

"Ho 48 anni e sono cresciuto sul Danubio. Non ho mai visto una situazione del genere, è catastrofica", dice Plendl.

Una frase che restituisce la dimensione dell'emergenza: mentre il fiume si ritira, non scompare soltanto l'acqua. Scompaiono anche gli habitat che per decenni hanno sostenuto interi ecosistemi. E senza piogge consistenti, la situazione potrebbe continuare a peggiorare.

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