Negli ultimi 26 anni, durante i viaggi verso Medjugorje, o sulla via del ritorno, 45 pellegrini polacchi hanno perso la vita. Dopo l'ultimo incidente di domenica scorsa, costato la vita a dodici persone, tornano i dubbi sulla sicurezza dei lunghi viaggi in pullman
La tragedia è avvenuta nella notte tra sabato e domenica. Un autobus polacco di ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorje è uscito dall'autostrada M3 in Ungheria, nella zona della località Mezőkeresztes, e poi si è ribaltato in un fossato a lato della carreggiata. A bordo viaggiavano 57 passeggeri e due autisti. Dodici persone sono morte, le altre sono rimaste ferite in modo più o meno grave.
Secondo le informazioni più recenti, la polizia ha avviato un procedimento per accertare eventuali responsabilità: le prime ricostruzioni indicano che l'autista potrebbe essersi addormentato alla guida. Sarà però l'inchiesta a fornire le risposte definitive.
L'incidente, in ogni caso, non rappresenta un caso isolato: anche in passato tragedie simili hanno già causato decine di vittime.
Nel 2002 l'inizio di una tragica sequenza di incidenti
Una delle più gravi tragedie si è verificata il 1 luglio 2002, sempre in Ungheria. Un autobus con a bordo pellegrini (anche in quel caso polacchi) diretti a Medjugorje fu coinvolto in un incidente a Balatonszentgyörgy, vicino al lago Balaton.
L'autobus uscì di strada, si ribaltò e finì in un fossato. Venti persone morirono e 31 rimasero ferite. Il pellegrinaggio era organizzato dai frati francescani di Stoczek. Nel luogo dell'incidente è stato poi eretto un monumento particolare: vi sono stati collocati venti campanelli, a simboleggiare le vittime, e una copia della statua della Madonna di Medjugorje.
Nel 2007 un altro incidente sempre in Ungheria
Nel giugno 2007 in Ungheria si verificò un altro incidente che coinvolse un autobus polacco con pellegrini di ritorno da Medjugorje. Una persona morì e 28 rimasero ferite.
Un altro incidente avvenne il 6 agosto 2022 in Croazia. Anche stavolta un autobus con a bordo un gruppo di pellegrini era diretto a Medjugorje. Sull'autostrada A4, a nord di Zagabria, il mezzo è uscito di strada ed è finito in un fossato. Dodici persone sono morte e 32 sono rimaste ferite. Anche in questo caso le vittime erano cittadini polacchi.
In Croazia dodici morti nel 2022, nel 2026 la storia si ripete
La tragedia avvenne solo quattro anni prima dell'ultimo dramma in Ungheria. Ancora una volta si è ripetuta la stessa dinamica: il pellegrinaggio, il lungo viaggio notturno, l'autobus che improvvisamente esce dalla carreggiata e decine di famiglie in attesa di notizie dei propri cari.
E di nuovo i pellegrini erano di ritorno da Medjugorje. In 26 anni, sulle rotte collegate ai pellegrinaggi da e per Medjugorje, hanno perso la vita in totale 45 pellegrini polacchi.
Il problema è proprio la strada per Medjugorje?
Medjugorje è una delle principali mete di pellegrinaggio provenienti dalla nazione europea. Per anni migliaia di persone hanno percorso itinerari simili in sicurezza. Le sole statistiche dei tragici incidenti non dimostrano quindi che la strada verso il santuario sia, per definizione, particolarmente pericolosa.
I pellegrinaggi in autobus sono però spesso viaggi di molte ore, a volte di più giorni, attraverso diversi Paesi. Gli autisti percorrono centinaia di chilometri, spesso di notte. In queste condizioni, stanchezza, capacità di concentrazione e rispetto delle norme sui tempi di guida e di lavoro diventano elementi fondamentali.
Dopo l'ultimo incidente in Ungheria, il presidente dell'Associazione polacca dei trasportatori in autobus ha deciso di istituire un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle aziende di trasporto. Il suo compito sarà analizzare la situazione ed elaborare proposte di intervento.