Ricercatori indipendenti e autorità francesi hanno individuato numerosi contenuti falsi mirati a due ex primi ministri che intendono candidarsi alle presidenziali del prossimo anno
Le elezioni presidenziali francesi sono previste per la primavera del 2027 e già attirano casi di disinformazione e presunte interferenze straniere, che hanno portato all'apertura di procedimenti penali.
Ricercatori della rete di monitoraggio dei bot AntiBot4Navalny hanno individuato una campagna riconducibile a Matryoshka, un'operazione occulta di influenza e disinformazione allineata con la Russia.
All'inizio, questi post prendevano di mira Gabriel Attal, ex primo ministro francese che è candidato a succedere all'attuale presidente Emmanuel Macron.
Attal ha presentato una denuncia penale alle autorità francesi, "per interferenze straniere provenienti da reti russe", dopo che online sono circolati video falsi che imitavano testate francesi e lo prendevano di mira.
Video falsi con loghi e grafica di note testate francesi come Le Figaro e Libération hanno circolato online, nel tentativo di screditare Attal collegandolo a scandali politici.
Alcuni cercavano di mettere in dubbio la salute di Attal: un titolo falso sosteneva che fosse stato ricoverato in ospedale, un altro che soffrisse del morbo di Parkinson.
Paradossalmente, diversi post falsi hanno persino sostenuto che Attal avesse lanciato una campagna contro una "disinformazione russa inesistente" per cercare di bloccare la piattaforma sociale X.
Altri post affermavano che avesse pagato le redazioni per diffondere disinformazione su di lui e che avesse preso in considerazione l'idea di inventare un complotto per assassinarlo, per poter accusare la Russia.
L'agenzia di stampa AFP, che dichiara di aver visto la denuncia di Attal, riferisce che gli avvocati dell'ex primo ministro ritengono che quei contenuti falsi possano compromettere l'integrità delle prossime elezioni.
Hanno aggiunto che il Segretariato generale della difesa e della sicurezza nazionale (Sgdsn) e Viginum, l'organismo di vigilanza sulle interferenze straniere, avevano avvertito Attal della campagna di disinformazione contro di lui.
L'ufficio di Attal non ha risposto alla richiesta di commento al momento della pubblicazione.
Dopo la campagna di disinformazione contro Attal, i ricercatori hanno rilevato che la rete Matryoshka ha spostato la sua attenzione su Édouard Philippe, anche lui ex primo ministro e candidato alle presidenziali.
I post contro di lui seguono uno schema simile a quelli contro Attal: imitano testate autorevoli come Le Monde e AFP per mescolare fatti reali con affermazioni distorte.
Per esempio, uno di questi post sostiene falsamente che una politica abbia ammesso che Philippe avrebbe orchestrato episodi di corruzione nell'ambito di un'inchiesta riguardante l'associazione LH French Tech.
Philippe è attualmente indagato per presunti illeciti finanziari, ma non esistono prove che Stéphanie de Bazelaire, anch'essa coinvolta nell'inchiesta, abbia mai formulato queste accuse, contrariamente a quanto suggerisce il post.
L'inchiesta riguarda un accordo quadriennale da 2,154 milioni di euro tra la comunità urbana di Le Havre e LH French Tech, per la gestione del polo di innovazione digitale della città, quando Philippe era sindaco di Le Havre.
I magistrati della procura finanziaria lo indagano per presunto peculato di fondi pubblici, favoritismo, illecito conflitto di interessi e irregolarità finanziarie commesse da un pubblico ufficiale.
Ha sempre negato ogni illecito e afferma di collaborare pienamente con gli inquirenti.
Altri post sostengono che Philippe abbia chiesto scusa per aver definito gli abitanti delle ex colonie francesi "feccia" e che una società di proprietà della moglie abbia fornito componenti tossici per il vaccino anti Covid-19 di Moderna.
Tuttavia, non esiste alcuna prova credibile a sostegno di queste affermazioni, né traccia che le testate imitate nei post abbiano mai pubblicato tali notizie.
Non è la prima volta che la rete Matryoshka prende di mira le elezioni. Una campagna parallela, che impiega gli stessi metodi, è diretta anche contro i candidati alle elezioni regionali di settembre in Germania.
Qui la campagna ha cercato di sfruttare le tensioni storiche tra la Germania dell'Est e quella dell'Ovest,uno sforzo che, secondo i ricercatori, punta ad alimentare i risentimenti esistenti e, alla lunga, ad accentuare la polarizzazione politica.