Le squadre di soccorso continuano a cercare persone ancora intrappolate tra le macerie
Circa 5.000 persone sono state sfollate a causa del forte terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l'isola di Flores in Indonesia, poco prima delle 06:00 di sabato mattina (ora locale). Il sisma ha causato almeno 51 morti.
Le squadre di soccorso continuano a cercare sopravvissuti, mentre cercano di sgomberare le strade bloccate dalle frane e di raggiungere le persone che sono ancora intrappolate sotto le macerie.
Tre elicotteri e un'imbarcazione di salvataggio sono stati mobilitati per sostenere le operazioni di emergenza in una zona in cui la geografia frammentata delle piccole isole rende difficile l'accesso.
Le prime ispezioni indicano che oltre 1.300 abitazioni e centinaia di altri edifici sono stati gravemente danneggiati dal terremoto e dalle 341 scosse di assestamento che lo hanno seguito, ha dichiarato l'Agenzia nazionale per la gestione dei disastri (BNPB).
La seconda scossa, registrata poche ore dopo in un'altra zona dell'Indonesia e stimata dalle ultime valutazioni di magnitudo 6,9, ricorda perché quest'area è nota come "Anello di Fuoco".
La scossa principale, di magnitudo 7,7 e con ipocentro a soli 15 chilometri di profondità, è stata la più letale nel Paese dal 2022.
Secondo la BNPB, i terremoti sono stati avvertiti dalla popolazione fino a Bima, più a ovest, ma la provincia di Manggarai è tra le più colpite.
Italiani in Indonesia
La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Jakarta e l’Unità di Crisi, continua a fornire informazioni ai connazionali presenti nelle aree interessate dal terremoto che ha colpito l’Indonesia. Nel Paese risultano oltre 2.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE e circa 6.000 connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”. Sull’isola di Flores sono circa 700 i connazionali non residenti registrati su “Dove siamo nel mondo”.
I principali aeroporti dell’area risultano operativi. L’elevata domanda di voli da parte dei turisti internazionali e della popolazione locale sta determinando una disponibilità limitata di posti sui collegamenti aerei in partenza dall’area.
La Farnesina invita i connazionali presenti nell’area a mantenersi in contatto con l’Ambasciata e a registrare la propria presenza sui sistemi dell’Unità di Crisi. In caso di necessità, è possibile contattare l’Ambasciata d’Italia a Jakarta al numero +62 8151811344 o l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225 o via mail a unita.crisi@esteri.it.
Soccorsi nelle aree isolate
Intanto, i soccorritori stanno distribuendo riso, pasti pronti, acqua potabile, coperte e medicinali alla popolazione colpita, mentre vengono allestiti rifugi di emergenza per le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Tra le principali difficoltà restano il ripristino dell'elettricità e delle comunicazioni e la consegna degli aiuti ai villaggi più remoti, rimasti isolati a causa delle frane.
L'Indonesia, arcipelago di oltre 17.000 isole, è particolarmente esposta a terremoti ed eruzioni vulcaniche per la sua posizione lungo la cosiddetta "Cintura di Fuoco" del Pacifico. L'isola di Flores ha già subito alcune delle peggiori catastrofi naturali del Paese: nel 1992 un forte terremoto seguito da uno tsunami provocò circa 2.500 vittime, mentre nel 2004 il terremoto di magnitudo 9,1 al largo di Sumatra generò uno tsunami che causò circa 230.000 morti in una dozzina di Paesi.