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Fact-checking, da TikTok alla politica: come la disinformazione si diffonde dopo la crisi a Ceuta

Migranti arrivati in Spagna dal Marocco si mettono in coda per la distribuzione di cibo su una spiaggia dell'enclave spagnola di Ceuta, 3 agosto 2026
Migranti entrati dalla frontiera tra Marocco e Spagna fanno la fila per la distribuzione di cibo su una spiaggia dell'enclave spagnola di Ceuta, 3 agosto 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Bernat Armangue
Diritti d'autore AP Photo/Bernat Armangue
Di James Thomas & Tamsin Paternoster Agenzie: AP
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Il team di fact-checking di Euronews ha raccolto e ha analizzato le affermazioni circolate attorno alla crisi dei migranti a Ceuta, in Spagna

Prima che circa 70mila persone attraversassero il confine con il territorio spagnolo di Ceuta, che confina con il Marocco, su TikTok, Facebook e altre piattaforme di social media sarebbero circolati video che promettevano una via più semplice per arrivare in Europa.

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Secondo diverse testimonianze, alcuni sostenevano che il confine fosse aperto, mentre altri lasciavano intendere che i migranti arrivati via mare non potessero essere rimandati indietro subito.

Altri hanno pubblicato foto del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, presentandolo come un leader che avrebbe dato "dignità e riconoscimento a chi costruisce la Spagna", richiamando un recente programma del governo per regolarizzare migliaia di migranti, senza però spiegare che si applicava solo a chi già viveva nel Paese.

Mentre sui social comparivano video che mostravano migliaia di persone radunarsi sulle coste, è emersa una seconda ondata di affermazioni fuorvianti, questa volta sulle cause degli attraversamenti e sul destino di chi fosse riuscito a raggiungere la Spagna.

Ecco alcune delle principali affermazioni circolate e che cosa mostrano finora le prove.

Sánchez: travisata sentenza Corte suprema spagnola su immigrazione

Resta poco chiaro che cosa abbia innescato l'ondata senza precedenti di arrivi a Ceuta, con autorità ed esperti che indicano una combinazione di fattori: difficoltà economiche in Marocco, disinformazione sui social media, reti criminali e le azioni delle autorità da entrambe le parti del confine.

Sánchez sostiene che i trafficanti di migranti abbiano deliberatamente travisato una recente sentenza della Corte suprema per incoraggiare le persone ad attraversare il confine, mentre attivisti per i diritti dei migranti e per i diritti umani affermano che le voci sugli eventi, diffuse sui social, abbiano contribuito a scatenare l'ondata improvvisa.

Nei giorni precedenti agli attraversamenti, sui social sono circolati post secondo cui la Spagna avrebbe di fatto allentato le sue norme sull'immigrazione, concentrandosi su due sviluppi reali: una decisione presa da Madrid per regolarizzare migliaia di migranti e la sentenza della Corte suprema.

I critici, incluso il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, hanno sostenuto che il programma di regolarizzazione della Spagna abbia incoraggiato gli arrivi di massa, segnalando che il Paese fosse ora più permissivo sull'immigrazione.

Il programma, che è stato distorto e al centro di campagne di disinformazione fin dal suo annuncio, si applicava solo ai migranti senza documenti che vivevano in Spagna almeno dal 1º gennaio 2026 e che soddisfacevano i requisiti di residenza. Non si applica quindi a chi è arrivato a Ceuta tra la fine di luglio e l'inizio di agosto.

Allo stesso tempo, sono circolati anche post fuorvianti sulla recente sentenza della Corte suprema spagnola riguardante i migranti intercettati dopo l'arrivo via mare.

La sentenza non riconosceva ai migranti il diritto di restare in Spagna, ma stabiliva che i migranti intercettati dopo l'arrivo via mare non potessero essere immediatamente rimandati indietro in base al regime speciale di frontiera applicato a Ceuta e alla città gemella di Melilla, e dovessero invece essere sottoposti alla normale procedura legale di rimpatrio prevista dalla Spagna.

La decisione riguardava esclusivamente la procedura legale e non concedeva ai migranti il diritto automatico di rimanere in Spagna o di proseguire verso l'Europa continentale.

Politici spagnoli accusano Rabat di aver consentito l'attraversamento dei migranti a Ceuta

Sebbene il governo Sánchez abbia promosso un programma di regolarizzazione per i migranti senza documenti che già vivono in Spagna, ha mantenuto un approccio più duro verso la migrazione irregolare, in particolare a Ceuta e Melilla.

Il governo Sánchez non ha abrogato la disposizione del 2015 sui respingimenti alla frontiera per Ceuta e Melilla, ha mantenuto una stretta cooperazione con il Marocco sul controllo dei flussi migratori e ha fornito sostegno finanziario e operativo per aiutare le autorità marocchine a prevenire gli attraversamenti irregolari.

Esponenti politici spagnoli hanno anche accusato Rabat di aver permesso alle persone di attraversare, richiamando l'attenzione sul controllo limitato dei confini. Un fotografo dell'Associated Press ha riferito di aver visto agenti marocchini farsi da parte, prima di un successivo intervento delle forze di sicurezza.

Il Marocco ha in seguito sostenuto di aver avvertito la Spagna che la sentenza della Corte suprema avrebbe potuto incoraggiare più persone a tentare la traversata, sostenendo che le reti di trafficanti avrebbero sfruttato la decisione online, cosa che la Spagna nega.

Martedì il commissario europeo per la Migrazione, Magnus Brunner, ha inoltre espresso preoccupazione per il ruolo della disinformazione online nella crisi, pur senza indicare una specifica fonte o un preciso attore dietro di essa.

No, i migranti arrivati a Ceuta non sono andati verso l'Europa continentale

Mentre migliaia di persone entravano a Ceuta, politici e commentatori in tutta Europa hanno avvertito che i migranti sarebbero presto proseguiti verso la Spagna peninsulare e altri Paesi europei.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha introdotto temporaneamente controlli sugli arrivi via aereo e via mare dalla Spagna, mentre il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez ha annunciato piani per rafforzare i controlli alle frontiere. Esponenti politici britannici, tra cui l'ex ministra dell'Interno Suella Braverman, hanno a loro volta affermato che i migranti si sarebbero diretti verso il resto d'Europa.

Contrariamente a queste affermazioni, però, Magnus Brunner, il commissario europeo per la Migrazione, ha dichiarato che "non una sola persona" aveva attraversato verso l'Europa continentale nella serata di venerdì, aggiungendo che il Codice frontiere Schengen prevede già controlli aggiuntivi sulle persone che viaggiano da Ceuta e Melilla.

Il ministero degli Esteri spagnolo ha ribadito che vengono effettuati controlli in uscita via mare o via aria, le uniche rotte disponibili. Ciò significa che nessuno può viaggiare dai territori spagnoli verso la Spagna peninsulare senza essere identificato dalla Polizia nazionale. Ha inoltre precisato che l'ingresso irregolare a Ceuta non conferisce ai migranti il diritto di restare in Spagna né quello di viaggiare verso il continente dell'Ue.

Le autorità spagnole hanno inoltre affermato che la maggior parte dei migranti entrati a Ceuta è già rientrata in Marocco, volontariamente o dopo essere stata espulsa. Al momento della pubblicazione, diverse migliaia di migranti rimangono nell'enclave e, secondo l'Associated Press, sperano di resistere e riuscire a raggiungere la Spagna continentale.

Chi rimane si trova di fronte a un futuro giuridico incerto: potrebbe essere rimandato indietro in un secondo momento oppure finire in un limbo legale, con possibili periodi di permanenza in centri gestiti dal governo. In base alla legge spagnola, i migranti adulti che richiedono asilo sono soggetti a procedure di espulsione se la domanda viene respinta, mentre i minori non accompagnati hanno diritto a una tutela legale.

Non ci sono prove sul ruolo di Usa e Israele come organizzatori dell'afflusso di migranti a Ceuta

Man mano che la crisi si aggravava, online sono comparse teorie del complotto secondo cui gli arrivi di massa sarebbero stati orchestrati come ritorsione per le critiche della Spagna alla campagna militare di Israele a Gaza e per la sua condanna dei raid congiunti USA-Israele contro l'Iran.

Alcuni post sostenevano che Israele o gli Stati Uniti avessero incoraggiato il Marocco a permettere ai migranti di attraversare verso Ceuta, nel tentativo di punire il governo spagnolo per la sua politica estera.

Finora, però, ci sono poche prove a sostegno di queste teorie secondo cui gli Stati Uniti o Israele avrebbero avuto un ruolo nell'incoraggiare le persone ad attraversare verso Ceuta.

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