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Usa e Marocco testano missili a 200 km dalle Canarie: tensione con la Spagna

Soldati in uniforme mimetica si esercitano come cecchini in un ambiente desertico.
Soldati in uniforme mimetica si esercitano nel tiro di precisione in un ambiente desertico. Diritti d'autore  Pexels
Diritti d'autore Pexels
Di Sergio Garcia
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Washington e Rabat hanno testato un sistema di missili da crociera a soli 200 km da Lanzarote. Le esercitazioni nel nuovo centro militare AMTEC arrivano in un momento di forte tensione diplomatica con la Spagna, già alle prese con la crisi migratoria a Ceuta

A soli 200 chilometri da Lanzarote, un gruppo di militari statunitensi e marocchini hanno testato un sistema di missili da crociera a lunga gittata.

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Il test si è svolto tra il 3 e il 7 agosto a Tan-Tan, una città marocchina a soli 50 chilometri dal confine con il Sahara Occidentale, e rappresenta la prima dimostrazione di questo tipo nel neonato Centro Africano di Addestramento e Sperimentazione Multidominio (AMTEC).

Il progetto è stato avviato lo scorso 13 luglio, quando le Forze Armate marocchine e il Comando Africa degli Stati Uniti hanno firmato il memorandum che definisce queste installazioni. Sono pensate per riunire un'area di addestramento, un'accademia di droni e un centro di innovazione tecnologica.

L'obiettivo di Washington è renderlo pienamente operativo entro il 2030. Già da ora, però, le aziende statunitensi possono utilizzare i suoi poligoni di tiro per sperimentare nuovi armamenti, come è appena accaduto con questo sistema di missili a basso costo.

Stati Uniti e Marocco rafforzano i loro legami

La mossa arriva in un momento particolarmente delicato per la Spagna. Fonti dell’intelligence hanno sottolineato che la scarsa reazione del Marocco nel frenare il passaggio di circa 72mila migranti verso Ceuta non è stata casuale, ma una manovra calcolata per forzare il flusso migratorio verso la città autonoma.

Una forma di pressione che, nel gergo della strategia militare, è nota come operazione di "zona grigia": né guerra aperta né pace dichiarata.

Questa mossa, sostengono un numero crescente di esperti, potrebbe essere stata la conseguenza diretta, tra le altre cose, dell’ultima visita di Pedro Sánchez in Algeria.

L’alleanza militare tra Rabat e Washington non è nuova, ma ha vissuto il suo momento migliore con Donald Trump alla Casa Bianca.

Già nel 2020, in coincidenza con la fine del suo primo mandato, il Marocco ha normalizzato le relazioni con Israele attraverso gli Accordi di Abramo e, in cambio, gli Stati Uniti hanno riconosciuto la sua sovranità sul Sahara Occidentale.

Il rapporto si è raffreddato con Joe Biden, che è arrivato a bloccare diversi programmi di vendita di armamenti, ma ha ripreso slancio con il ritorno di Trump al potere, con una tabella di marcia militare decennale firmata appena quattro mesi fa tra i due Paesi, incentrata su industria della difesa e cybersicurezza.

Il contesto non contribuisce ad allentare la tensione con la Spagna. Trump ha attribuito direttamente a Pedro Sánchez la responsabilità della crisi di Ceuta, imputandola a una legislazione migratoria "troppo permissiva".

Tutto questo coincide con gli allarmi dei servizi di intelligence spagnoli di fronte alla possibilità di un nuovo tentativo di attraversamento di massa sabato prossimo, 15 agosto, una data che circola con insistenza sui social network marocchini.

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