La Corte Suprema russa ha annullato la registrazione di "Yabloko" alle elezioni della Duma, accogliendo il ricorso di "Rodina". "Yabloko" ha annunciato che impugnerà la decisione
La Corte Suprema russa ha annullato la registrazione di Jabloko alle elezioni per la Duma di Stato, escludendo così dalla competizione parlamentare di settembre uno dei pochi partiti russi ad aver assunto apertamente una posizione contraria alla guerra in Ucraina. La decisione arriva pochi giorni dopo l'ammissione ufficiale della lista da parte della Commissione elettorale centrale.
Il ricorso era stato presentato il 7 agosto dal partito Rodina, formazione nazionalista e filogovernativa guidata dal deputato della Duma Aleksej Zhuravlev. Jabloko ha annunciato che intende impugnare la decisione.
Chi è Jabloko, il partito liberale che chiede la pace
Jabloko, il cui nome in russo significa "mela", è una storica formazione democratica e liberale russa fondata nel 1993. È guidata dal 2015 da Nikolaj Rybakov, mentre tra le figure di riferimento resta il fondatore Grigorij Javlinskij, economista e politico che per decenni ha rappresentato una delle principali voci dell'opposizione liberale russa.
Il partito si presenta come una forza democratica, favorevole ai diritti civili, alle libertà politiche e a una Russia più aperta all'Europa. Negli ultimi anni, e in particolare dopo l'invasione dell'Ucraina, Jabloko ha assunto una posizione esplicitamente contraria alla guerra. Il partito chiede un cessate il fuoco e l'avvio di negoziati diplomatici con Kiev.
Per le elezioni del 2026 aveva scelto uno slogan particolarmente netto: "Per la pace e la libertà". Il programma elettorale, insolitamente breve, conta appena 43 parole e mette al centro cessate il fuoco, diplomazia, pace e il rifiuto di una possibile escalation nucleare.
Dalla registrazione all'esclusione: cosa è successo
La vicenda è particolarmente significativa perché Jabloko era stato regolarmente ammesso alle elezioni. Il 10 luglio la Commissione elettorale centrale aveva verificato e certificato le liste del partito; il 29 luglio aveva quindi registrato ufficialmente la lista federale per la Duma.
La formazione aveva presentato 275 candidati nella lista federale, oltre ad altri 137 candidati nei collegi uninominali. La registrazione sembrava dunque aprire la strada alla partecipazione alla consultazione di settembre.
Poi è arrivato il ricorso di Rodina.
Le accuse di Rodina: finanziamenti stranieri ed estremismo
Zhuravlev ha sostenuto che gli avvocati di Rodina avessero individuato violazioni nella campagna elettorale di Jabloko, accusando il partito in particolare di aver ricevuto finanziamenti dall'estero non transitati attraverso i canali ufficiali.
Tra le contestazioni anche l'utilizzo di social network vietati in Russia, che secondo Rodina sarebbe stato sostenuto finanziariamente dall'Occidente.
Ma l'accusa più pesante riguarda la presunta presenza di "segni di estremismo" nella posizione politica di Jabloko. Rodina ha collegato questa contestazione soprattutto agli appelli del partito per la fine della guerra e per l'avvio di negoziati di pace con l'Ucraina.
Accuse che Jabloko ha respinto.
Rybakov: "Nessun motivo per escluderci"
Davanti alla Corte Suprema, il leader di Jabloko Nikolaj Rybakov ha sostenuto che non esistessero motivi per cancellare la registrazione della lista.
La sua difesa si è concentrata anche sul fatto che i documenti del partito fossero già stati esaminati dalla Commissione elettorale centrale. Rybakov ha inoltre ricordato che il Ministero della Giustizia aveva effettuato ripetuti controlli sulla formazione senza individuare irregolarità tali da giustificare l'esclusione.
Il partito ha definito le accuse di Rodina infondate e prive di prove.
La pressione degli altri partiti filogovernativi
Contro Jabloko si sono schierati anche esponenti di altre importanti formazioni parlamentari russe.
Il leader del Partito comunista russo Gennadij Ziuganov ha accusato gli esponenti di Jabloko di non sostenere quella che definisce la politica di rafforzamento dello Stato russo e di non aver condannato le azioni dell'Ucraina.
Ancora più duro il leader dell'LDPR, Leonid Slutski, che ha chiesto di classificare Jabloko come organizzazione indesiderata proprio per la sua posizione favorevole ai negoziati di pace con Kiev.
Sergej Mironov, leader di Russia Giusta, ha invece sollecitato controlli da parte del Ministero della Giustizia e della Procura generale, accusando Jabloko di opporsi alla cosiddetta "operazione militare speciale" russa e di sostenere "agenti stranieri".
Perché l'esclusione di Jabloko è importante
La decisione assume un peso politico particolare perché Jabloko era l'unica formazione registrata per queste elezioni a proporre apertamente una linea contraria alla prosecuzione della guerra. Reuters definisce l'esclusione un ulteriore restringimento dello spazio per il dissenso politico in Russia.
E proprio la presenza di Jabloko alle elezioni aveva suscitato interrogativi già prima della decisione della Corte.
Alcuni osservatori avevano ipotizzato che le autorità potessero considerare utile la partecipazione del partito come valvola di sfogo per il malcontento degli elettori contrari alla guerra. Altri avevano suggerito che una candidatura apertamente pacifista potesse servire a misurare, almeno formalmente, la consistenza dell'elettorato contrario alla linea del Cremlino.
Un'altra interpretazione riguardava invece la possibile concorrenza elettorale con Novye Ljudi ("Nuove Persone"), formazione relativamente più recente e considerata in crescita. L'ipotesi era che la presenza di Jabloko potesse sottrarre consensi a quest'ultima.
Sono, però, interpretazioni e ipotesi degli osservatori, non spiegazioni ufficiali della decisione delle autorità russe.
Quando si vota in Russia
Le elezioni per la Duma di Stato, il parlamento russo, sono previste dal 18 al 20 settembre 2026. Si voterà nell'arco di tre giorni insieme a numerose consultazioni regionali e locali.
Per Jabloko, almeno per ora, la corsa elettorale si interrompe prima ancora dell'apertura dei seggi. La Corte Suprema ha infatti cancellato una lista che la stessa Commissione elettorale centrale aveva precedentemente ritenuto ammissibile. Il partito ha annunciato che farà ricorso contro la decisione.