Il presidente ucraino ha più volte lanciato l'allarme per i crescenti legami militari tra Mosca e Pyongyang, chiedendo spesso più sistemi di difesa aerea occidentali
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato martedì che la Russia avrebbe lanciato missili nordcoreani in un attacco notturno che ha ucciso nove persone e ne ha ferite almeno 19 nella città sudorientale di Zaporizhzhia. "La città è stata colpita da missili balistici nordcoreani, missili ipersonici Zircon e bombe aeree guidate", ha affermato il capo di Stato di Kiev.
Quest'ultimo aveva avvertito lunedì sera che la Russia si preparava a schierare più truppe nordcoreane sul proprio territorio e che aveva già ricevuto altri missili balistici da Pyongyang. Zelensky aveva d'altra parte a più riprese lanciato l'allarme per i legami militari sempre più stretti tra Mosca e la Corea del Nord, spesso mentre chiedeva all'Occidente nuove forniture di sistemi di difesa aerea.
Zelensky: "La Russia per la prima volta non può condurre la guerra senza il sostegno nordcoreano"
"È la prima volta che non possono condurre la guerra senza il sostegno nordcoreano", ha aggiunto nel suo consueto discorso serale, riferendosi alle forze russe. "Ora si stanno preparando a dispiegare sul loro territorio un ulteriore contingente di soldati della nazione asiatica. E hanno ricevuto altri missili balistici dalla Corea del Nord".
Nel fine settimana Zelensky ha affermato che è stata presa la decisione di dispiegare tra 30 e 50mila nordcoreani in territorio russo. Ma non ha spiegato come abbia ottenuto queste cifre. È tuttavia noto che la Corea del Nord è diventata uno dei partner militari più stretti della Russia da quando, nel giugno 2024, il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong-un hanno firmato un patto di difesa reciproca.
Mosca ha impiegato le truppe nordcoreane in una controffensiva, più tardi nello stesso anno, che ha respinto le forze ucraine dalla regione di confine di Kursk.
Solo alcuni sistemi di difesa aerea, tra cui i Patriot statunitensi, sono in grado di intercettare missili balistici. La carenza di intercettori PAC-3 è peggiorata dopo l'inizio della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran a febbraio.
Parallelamente, l'Ucraina ha intensificato però i suoi attacchi contro città russe lontane dal confine. Mentre quelli russi hanno interessato, oltre a Zaporizhzhia, anche Kiev e Dnipropetrovsk.
Il ministero della Difesa russo ha confermato che le sue forze "hanno effettuato un attacco di gruppo con armi terrestri ad alta precisione, colpendo imprese del complesso militare-industriale e centri di trasporto e logistica nelle città di Kiev e Zaporizhzhia". La città nella cui zona è situata la centrale nucleare più grande d'Europa avrebbe fronteggiato un attacco "massiccio", secondo quanto riferito dal capo dell'amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov.
Nella regione orientale di Dnipropetrovsk, attacchi russi con droni e artiglieria su cinque distretti hanno ucciso tre persone e ne hanno ferite altre cinque, ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale, Oleksandr Ganzha.
Giornalisti nella capitale hanno riferito di aver udito una serie di esplosioni poco dopo mezzanotte, dopo che le autorità avevano diramato un allarme missilistico. Il sindaco Vitali Klitschko ha scritto sui social media che la città era "sotto attacco di missili balistici". Il servizio di emergenza ucraino ha riferito che un magazzino ha preso fuoco e una persona è rimasta ferita.
Le operazioni nella regione russa di Kursk
Lo scorso anno il servizio di intelligence sudcoreano ha riferito ai parlamentari che circa 600 soldati nordcoreani sarebbero stati uccisi mentre combattevano per la Russia contro le forze ucraine. Complessivamente, Pyongyang avrebbe subito circa 4.700 perdite, tra morti e feriti, secondo la stessa fonte. Mentre sarebbero circa duemila i militari feriti rimpatriati in Corea del Nord.
I soldati uccisi sono stati cremati in Russia prima che i loro resti venissero rimpatriati, ha riferito l'agenzia di intelligence. L'analisi è arrivata dopo che Pyongyang ha confermato per la prima volta di aver inviato truppe per aiutare la Russia a riconquistare parti della regione di Kursk, di cui l'Ucraina aveva preso il controllo con un'incursione a sorpresa.
Nel frattempo, l'economia nordcoreana mostra segnali di ripresa, mentre Pyongyang intensifica i legami commerciali e diplomatici con Russia e Cina, ha affermato in un rapporto di aprile il ministero sudcoreano per l'Unificazione. Una rigida pianificazione e l'elevata spesa militare hanno frenato per anni la crescita della Corea del Nord, così come le pesanti sanzioni internazionali pensate per ostacolare lo sviluppo del suo arsenale nucleare.
Pechino rappresenta da tempo il principale sostegno economico del Paese, diplomaticamente isolato, anche se Pyongyang si è avvicinata ulteriormente a Mosca da quando questa ha lanciato la sua invasione su vasta scala dell'Ucraina nel 2022.
Secondo il ministero sudcoreano, queste relazioni stanno sostenendo appunto un miglioramento delle prospettive economiche, con il Nord che sembra aver "superato un periodo di contrazione" ed essere "entrato in una fase di graduale ripresa". Gli analisti affermano che il governo di Kim Jong-un riceve anche assistenza economica e tecnologica in campo militare da parte della Russia, in cambio dell'invio di truppe e munizioni per aiutarla a combattere in Ucraina.