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Leone XIV punta sulle donne per l’economia del Vaticano: due manager nel nuovo Consiglio

Papa Leone XIV celebra una Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, giovedì 6 agosto 2026. (AP Photo/Gregorio Borgia)
Papa Leone XIV celebra una Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, giovedì 6 agosto 2026. (AP Photo/Gregorio Borgia) Diritti d'autore  Copyright 2026. The Associated Press. All rights reserved
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Leone XIV rinnova il Consiglio per l’Economia del Vaticano: entrano due manager, Gisela Liechtenstein ed Elena Wettstein Principato. Confermato il cardinale Reinhard Marx

Papa Leone XIV rinnova i vertici economici della Santa Sede e il Consiglio per l’Economia, l’organismo incaricato di vigilare sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie della Curia e delle istituzioni collegate al Vaticano. La novità più evidente è l’ingresso di quattro cardinali e di quattro membri laici, tra cui due donne con importanti responsabilità nel mondo finanziario internazionale.

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Al tempo stesso, Leone XIV sceglie la continuità confermando come coordinatore il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga. Confermati anche la vicecoordinatrice Charlotte Kreuter-Kirchhof e il segretario, monsignor Brian Edwin Ferme.

Chi sono i nuovi cardinali

Tra i nuovi membri ecclesiastici ci sono il cardinale Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia; il cardinale Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado; il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri; e il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa. Per l'Italia, dunque, entra nel Consiglio anche l'arcivescovo torinese, mentre Repole porta nell'organismo la prospettiva di una delle principali diocesi italiane.

Il Consiglio per l'Economia è stato istituito da Papa Francesco nel 2014 con il motu proprio Fidelis dispensator et prudens. È composto da quindici membri, con una presenza bilanciata tra cardinali e vescovi e competenze laiche nel campo economico e finanziario. Il suo compito è esercitare la vigilanza sulle attività economiche e amministrative della Santa Sede, secondo criteri di trasparenza, efficienza e correttezza gestionale.

Le due manager: Gisela Liechtenstein e Elena Wettstein Principato

Tra le nomine più significative ci sono quelle di Gisela Liechtenstein ed Elena Wettstein Principato, entrambe provenienti dal mondo della finanza e del wealth management internazionale.

Gisela Liechtenstein, il cui nome completo è Gisela Bergmann, principessa di Liechtenstein, è nata nel 1990 ed è quindi 36enne. È amministratrice delegata e managing director di Industrie- und Finanzkontor Etablissement, società di Vaduz specializzata nella gestione e nella conservazione di patrimoni familiari e imprenditoriali nel lungo periodo.

Il suo profilo è particolarmente internazionale: ha studiato ingegneria ambientale al Politecnico federale di Zurigo, l'ETH, e ha maturato esperienze professionali in Canada, Singapore, Svizzera e Regno Unito. Prima di entrare nell'azienda di famiglia aveva lavorato nell'investment banking a Londra, per Hannam & Partners. Nel 2020 è entrata nel consiglio di amministrazione di Industrie- und Finanzkontor e dal 2022 ne è CEO.

Gisela è inoltre figlia del principe Michael di Liechtenstein, che presiede il consiglio di amministrazione della società. Industrie- und Finanzkontor affonda infatti le proprie origini nella famiglia principesca del Liechtenstein ed è stata fondata nel 1948 come family office.

L'altra nuova componente laica è Elena Wettstein Principato, italiana, attualmente in Svizzera e dirigente di UBS Group AG, dove ricopre il ruolo di responsabile della gestione delle vendite per Wealth Management Europe International. Il suo profilo è dunque quello di una manager con una lunga esperienza nel settore dei servizi finanziari internazionali.

La Santa Sede non presenta però, nel comunicato ufficiale, le due donne come una coppia di “under 40”. La definizione compare invece nelle prime notizie d'agenzia; per Gisela Liechtenstein è verificabile, mentre per Wettstein Principato non emerge dalle fonti consultate un dato anagrafico sufficientemente solido per confermarla.

Gli altri due ingressi laici

Completano il gruppo dei nuovi membri Denis Duverne, presidente del consiglio di sorveglianza della Fondation pour la Recherche Médicale, e Paolo Nusiner, direttore generale della Direzione per gli Affari generali del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

Duverne porta nel Consiglio una lunga esperienza nel mondo della grande impresa e della finanza francese: è stato ai vertici di AXA, dove ha ricoperto anche la carica di presidente del consiglio di amministrazione. Nusiner, invece, conosce dall'interno la macchina economica e gestionale della Chiesa: prima dell'incarico nel Dicastero per la Comunicazione ha avuto ruoli dirigenziali in istituzioni cattoliche italiane, tra cui il quotidiano Avvenire e l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Marx resta al timone

La scelta di confermare Reinhard Marx garantisce continuità a un organismo strategico per la gestione finanziaria della Santa Sede. Il cardinale tedesco è coordinatore del Consiglio per l'Economia dal 2014, anno della sua istituzione da parte di papa Francesco.

La composizione scelta da Leone XIV combina dunque esperienza ecclesiastica, competenze finanziarie e profili internazionali. Un segnale della volontà di proseguire sulla strada di una gestione sempre più professionale delle finanze vaticane, senza però rinunciare alla continuità garantita dalla conferma di Marx.

Nel nuovo Consiglio siedono inoltre, tra i membri confermati, i cardinali Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo; Gérald Cyprien Lacroix, arcivescovo di Québec; e Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, insieme a Leslie Jane Ferrar e Alberto Minali. Confermato anche monsignor Brian Edwin Ferme come segretario.

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