I lefebvriani della Fraternità San Pio X rifiutano la scomunica della Santa Sede dopo la consacrazione di vescovi senza l'avallo di Leone XIV. Ora è la volta dei Redentoristi Transalpini: annunciata in Scozia un'altra consacrazione episcopale senza mandato papale
La Fraternità San Pio X ha risposto a Papa Leone XIV dopo la scomunica seguita all'ordinazione di quattro vescovi senza imprimatur del Vaticano.
Il superiore generale, Don Davide Pagliarani, come già fatto all'appello del Papa alla vigilia della celebrazione a Econe in Svizzera, ha replicato in una lettera in cui ha espresso il "dolore della comunità".
Per il religioso la condanna dei cosiddetti "Lefebvriani" - i cattolici ultra-tradizionalisti che rifiutano la modernizzazione introdotta dal Concilio Vaticano II e dunque proseguono, tra l'altro, a celebrare la messa in Latino con il sacerdote che volge le spalle ai fedeli - è "oggettivamente ingiusta e invalida" e "colpisce il loro profondo attaccamento alla Chiesa romana".
Nel testo inviato a Papa Leone XIV, Don Pagliarani ha citato il Vangelo di Luca affermando di "avere chiesto pane e ricevuto una pietra", lamentando una gestione vaticana che ignora le istanze tradizionaliste in un contesto definito di profonda confusione morale e dottrinale.
La Fraternità, che giustifica le ordinazioni con l'anzianità dei vescovi attuali e la necessità che qualcuno ordini i futuri sacerdoti, chiede comunque la benedizione al Papa come figli fedeli e non esclude di fatto margini immediati di dialogo per il rientro dalla separazione con il Vaticano, come fatto ai tempi di Benedetto XVI che ritirò la scomunica del gruppo inflitta da Giovanni Paolo II.
Il cardinale vicario per la Diocesi di Roma, Baldassare Reina, ha commentato la vicenda evidenziando che la Chiesa, nella sua storia bimillenaria, ha superato crisi ben più gravi.
Secondo il porporato, la rottura con i lefebvriani deve spronare le parrocchie a fare di più sul territorio, aumentando il dialogo con le famiglie e i giovani per invitare i fedeli a non seguire la deriva tradizionalista.
Anche oltreoceano la tensione è alta: la stampa internazionale fa notare come questo scisma metta sotto pressione l'elettorato cattolico conservatore americano (area Maga) dopo i passati contrasti politici con Leone XIV.
Un altro possibile scisma dei Redentoristi Transalpini in Scozia
Mentre si consuma il distacco dei lefebvriani, si prepara un nuovo scisma all'interno del cattolicesimo tradizionalista.
La piccola comunità dei Figli del Santissimo Redentore, noti come Redentoristi Transalpini, ha annunciato una consacrazione episcopale senza mandato del Papa prevista per il 25 luglio sull'isola di Papa Stronsay, nelle Orcadi scozzesi.
Il gruppo di ultra-conservatori, nato proprio come costola del movimento del vescovo Marcel Lefebvre, era rientrato nella comunione cattolica nel 2008 grazie a Papa Benedetto XVI, ma ha deciso di compiere un nuovo atto di rottura con Roma.
Il superiore generale, Monsignor Pierre Roy, ha confermato che consacrerà Padre Michael Mary in assenza di mandato apostolico, sostenendo esplicitamente che la Sede di Roma sia occupata da "nemici di Dio".
La reazione della Chiesa locale è stata immediata e durissima. Il vescovo di Aberdeen ha ammonito ufficialmente i fedeli precisando che si tratta di un grave atto di disobbedienza.