Attacco di droni ucraini a Nizhnekamsk, in Tatarstan: almeno 13 morti e 39 feriti. Nel mirino anche la grande raffineria TANECO
La guerra arriva sempre più lontano dal fronte. Un massiccio attacco con droni ucraini ha colpito nella notte Nizhnekamsk, nel Tatarstan, nel cuore della Russia, provocando almeno 13 morti e 39 feriti. Tra le vittime ci sarebbe anche un bambino. Si tratta di uno degli attacchi ucraini più sanguinosi compiuti in territorio russo dall'inizio dell'invasione su larga scala.
La città di Nizhnekamsk, che conta circa 240mila abitanti, si trova a centinaia di chilometri dal confine con l'Ucraina ed è uno dei principali poli industriali ed energetici della Russia. Qui sorgono importanti impianti petroliferi e petrolchimici, tra cui la raffineria TANECO, appartenente al gruppo Tatneft, già presa di mira in precedenti attacchi.
Nel mirino la grande raffineria di Nizhnekamsk
Secondo le autorità locali, i droni hanno colpito sia strutture industriali sia aree residenziali. Le immagini circolate sui social, non verificate in modo indipendente, mostrano una grande colonna di fumo nero levarsi dall'area industriale di Nizhnekamsk.
L'attacco ha interessato anche la raffineria TANECO, uno degli impianti strategici della regione. Kiev ha intensificato negli ultimi mesi la campagna contro le infrastrutture petrolifere russe, con l'obiettivo di ridurre la capacità di raffinazione e colpire una delle principali fonti di finanziamento dell'economia e dello sforzo bellico di Mosca.
Nizhnekamsk non è una novità per i droni ucraini. La raffineria era già stata attaccata in precedenza, compreso un raid nel giugno scorso. La sua posizione rende però particolarmente significativo l'attacco: il Tatarstan si trova molto lontano dal confine ucraino e dimostra la capacità di Kiev di raggiungere obiettivi strategici nelle profondità del territorio russo.
Mosca: abbattuti 456 droni
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato 456 droni ucraini durante la notte in diverse regioni del Paese. Le autorità russe non precisano però quanti velivoli siano riusciti a superare le difese aeree e a raggiungere i rispettivi obiettivi.
Le autorità del Tatarstan avevano parlato di un attacco "massiccio", mentre l'aeronautica militare ucraina ha riferito che la Russia ha lanciato 126 droni contro il territorio ucraino nella stessa notte.
Il raid su Nizhnekamsk si inserisce così in una nuova fase della guerra, caratterizzata da un aumento degli attacchi a lungo raggio condotti da entrambe le parti. Le infrastrutture energetiche, industriali e militari sono diventate sempre più spesso obiettivi delle operazioni con droni.
Cinque morti in un attacco russo a Kharkiv
Nella stessa giornata, intanto, la guerra ha fatto nuove vittime anche in Ucraina.
Un attacco di artiglieria russo ha ucciso cinque persone nel villaggio di Bugaivka, nella regione di Kharkiv, nel nord-est del Paese. Secondo la procura regionale, il bombardamento ha colpito una zona residenziale e diverse abitazioni sono state distrutte.
"Il 10 agosto le forze russe hanno effettuato un massiccio attacco di artiglieria contro la zona residenziale", ha riferito la procura regionale ucraina.
Altre vittime sono state segnalate in seguito agli attacchi incrociati. Secondo le autorità locali, una donna è stata uccisa nella regione russa di Belgorod, mentre un uomo è morto nella regione ucraina di Kherson dopo che un drone russo ha colpito un taxi.
La strategia di Kiev: colpire il petrolio russo
Gli attacchi contro le raffinerie sono diventati una componente centrale della strategia ucraina. Kiev punta a colpire la capacità russa di trasformare il greggio in carburante, mettendo sotto pressione un settore fondamentale sia per l'economia sia per le esigenze militari di Mosca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha più volte difeso la campagna di attacchi in profondità, sostenendo che si tratta di una risposta ai bombardamenti russi contro le infrastrutture energetiche ucraine.
"La guerra della Russia si farà sentire sempre di più a casa loro, in Russia", ha affermato Zelensky domenica sera, sostenendo che ogni attacco russo riceverà una risposta.
La logica di Kiev è chiara: aumentare il costo della guerra direttamente sul territorio russo e mettere pressione sul Cremlino affinché accetti di negoziare. Ma l'escalation dei raid a lunga distanza aumenta anche il rischio di nuove vittime civili e di una ulteriore intensificazione del conflitto.
Una guerra sempre più lontana dal fronte
L'attacco di Nizhnekamsk conferma dunque una trasformazione ormai evidente del conflitto: la distanza geografica dal fronte offre sempre meno protezione. Raffinerie, depositi, impianti industriali e infrastrutture strategiche russe sono sempre più spesso raggiunti dai droni ucraini, mentre le città ucraine continuano a essere colpite dalle forze russe.
Il risultato è un conflitto nel quale la linea del fronte non coincide più con il limite geografico della guerra: gli attacchi a centinaia, e in alcuni casi oltre mille chilometri di distanza, stanno diventando una parte sempre più importante dello scontro tra Mosca e Kiev.