Il Marocco rivela di aver avvertito Madrid sulla revisione della legge sull'immigrazione prima che oltre 70mila persone varcassero il confine di Ceuta. L'episodio riaccende le tensioni diplomatiche tra Spagna e Rabat alla vigilia del vertice dei ministri dell'Interno dell'UE
Il quotidiano marocchino Makhzen ha affermato di aver inviato un avvertimento al governo di Pedro Sánchez in merito alla revisione della Corte Suprema alla riforma del 2024 della legge spagnola sull'immigrazione, pochi giorni prima che oltre 70mila persone attraversassero il confine dal Marocco per raggiungere Ceuta.
La notizia è stata confermata da una fonte del Ministero dell'Interno marocchino a diverse agenzie di stampa internazionali.
La revisione del tribunale ha accolto parzialmente il ricorso presentato da diverse organizzazioni pro-migranti, che chiedeva principalmente il divieto dei cosiddetti "respingimenti" e critica una disposizione che indebolisce l'obbligo delle agenzie governative di fornire assistenza immediata ai minori stranieri non accompagnati una volta giunti in territorio spagnolo.
Fonti del governo marocchino sostengono che questa riforma giudiziaria comprometta la cooperazione tra i due Paesi in materia di migrazione.
Tali fonti hanno anche espresso delusione nei confronti di alcuni politici spagnoli per le loro reazioni alla crisi, nonostante la maggioranza dei membri del governo di Madrid abbiano ribadito la cooperazione con il regno alawita e attribuito la responsabilità della crisi alle mafie dei migranti o alla disinformazione diffusa sui social media.
Il presidente di Ceuta, Juan Vivas, è stata l'unica persona ad esprimere un parere diverso criticando il Paese confinante, attraverso un'intervista a 'El País'.
La ministra della Difesa Margarita Robles è stata la più intransigente tra i suoi colleghi, chiedendo al Marocco di chiarire l'accaduto.
"Le mafie, o coloro che hanno acconsentito o tollerato la situazione, dovranno assumersi la responsabilità", ha dichiarato.
Alla domanda se il Centro Nazionale di Intelligence avesse allertato il Ministero dell'Interno in merito al possibile arrivo di massa di migranti, la ministra ha evitato una risposta diretta, elogiando il lavoro dell'agenzia.
Malumori passati
Il regno nordafricano ha già in passato utilizzato i flussi migratori per esprimere il proprio malcontento nei confronti della Spagna.
In una crisi simile nel 2021, circa 10mila persone entrarono illegalmente a Ceuta, quando fu reso noto che l'ex ministro degli Esteri Arancha González Laya aveva dato rifugio al leader del Fronte Polisario Brahim Ghali in territorio spagnolo, scatenando una crisi diplomatica con il Marocco sulla sua posizione sul Sahara Occidentale.
Il Marocco, quindi, ha interrotto la narrazione del governo spagnolo a meno di 24 ore dal vertice dei ministri dell'Interno europei.
Al vertice di martedì, il governo spagnolo intende ribadire il suo impegno a favore di una posizione comune sulla migrazione e denunciare personalmente quella che considera una mancanza di solidarietà paneuropea in seguito alle critiche per l'attraversamento di massa del confine afro-europeo di Ceuta, con l'eccezione di Paesi come Francia, Portogallo e Irlanda, che non hanno firmato la lettera di rifiuto guidata dalla premier italiana Giorgia Meloni.