Secondo gli 007 spagnoli, dietro l'afflusso di decine di migliaia di migranti a Ceuta non ci sarebbe il governo di Rabat anche se le autorità marocchine ne avrebbero facilitato il passaggio, secondo il quotidiano El Paìs. Intanto, decine di migliaia di persone sono già rientrate in Marocco
Secondo i servizi segreti spagnoli, l'afflusso di decine di migliaia di migranti a Ceuta non era previsto dalle autorità marocchine, che ne avrebbero però facilitato il passaggio. Lo riporta El Paìs, sottolineando che non si tratterebbe di una mossa premeditata da parte di Rabat, che avrebbe comunque sfruttato l'occasione riuscendo a portare la sua rivendicazione su Ceuta e Melilla al centro del dibattito internazionale.
Almeno 72 persone sono morte nel tentativo di raggiungere la Spagna.
Intanto, l'Unione europea potrebbe valutare la possibilità di creare hub di rimpatrio per i migranti lungo le rotte tradizionali, una proposta che verrà portata dall'Italia al Consiglio europeo di martedì, secondo quanto riporta l'Ansa. Le strutture potrebbero venire costruite in Paesi come Uganda o Montenegro ma c'è incertezza in merito all'eventuale uso dei fondi europei.
Cosa è successo a Ceuta tra sabato e domenica: le autorità spagnola cercano di prevenire nuovi arrivi
Le forze di sicurezza di Ceuta hanno passato la notte tra sabato e domenica a percorrere la città, quartiere per quartiere, alla ricerca dei migranti che non sono ancora rientrati in Marocco. La maggior parte di chi è entrato lo scorso giovedì è già tornata, ma restano gruppi dispersi che cercano di passare inosservati.
Verso mezzogiorno, nella Plaza de la Constitución, un gruppo di militari ha scortato decine di migranti marocchini verso la spiaggia de la Ribera. Lungo il tragitto, alcuni cercano di fuggire di nuovo verso il centro, dove restano nascosti nella speranza che la polizia non li individui.
La destinazione finale di chi percorre il lungomare, sorvegliato dai soldati, è la spiaggia del Tarajal e, poi, la frontiera, lo stesso punto che hanno raggiunto a nuoto pochi giorni fa. Le autorità hanno installato in quel punto barriere di contenimento in mare per evitare nuovi arrivi.
Lungo il lungomare, una fila di soldati traccia il percorso. Sulla spiaggia, nascosti sotto il muro di pietra, piccoli gruppi di migranti cercano di sfuggire allo sguardo dei militari.
Anche se il governo ha assicurato che si sta tornando alla normalità e che la situazione "quasi si è ribaltata", per usare le parole di Marlaska, la realtà è ben diversa, come conferma il nostro collega Julián López, che si trova a Ceuta. In città ci sono ancora migliaia di immigrati, come ha mostrato anche sul suo account di x.com il vicesegretario alle Finanze del PP, Juan Bravo Baena, con immagini della scorsa notte:
Il costo umano della traversata
Dietro le cifre ci sono delle storie. Molti di coloro che hanno deciso di rientrare volontariamente in Marocco sono giovani uomini che sono stati testimoni della morte di almeno 72 persone in mare negli ultimi giorni. Più che la pressione della polizia, sembra essere proprio questa esperienza a pesare sulla decisione di tornare.
Il flusso costante di rientri convive con il dispiegamento di barriere in mare e con un ritorno progressivo alla normalità in diversi punti della città. Il ministero dell'Interno aggiorna costantemente la cifra dei rimpatri, che continua a salire con il passare delle ore, mentre le autorità locali cercano di riorganizzare i servizi essenziali di una città che in pochi giorni ha visto moltiplicarsi in modo straordinario la propria popolazione. Secondo fonti locali, i rimpatri sono oltre 70mila ma la cifra non è confermata. Il delegato del governo di Madrid a Ceuta, Miguel Angel Perez Triano, non ha voluto al momento parlare di numeri ufficiali.
Il Papa: "Trovare soluzioni di pace"
Rivolgendosi in lingua spagnola dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano ai fedeli e ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha fatto un appello alla pace e parlo di una situazione allarmante. "Seguo con preoccupazione l'allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per intercessione di Nostra Signora d'Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, di stabilità e di giustizia", ha detto Leone XIV.
La risposta delle autorità e degli Stati Uniti
A Melilla, le forze e i corpi di sicurezza dello Stato hanno rallentato il traffico alla frontiera terrestre dopo aver individuato un tentativo di ingresso irregolare alla recinzione. Il provvedimento, adottato in via temporanea in tarda serata secondo fonti della Delegación del Gobierno, ha ridotto dapprima a una corsia e poi a due il passaggio dei veicoli a Beni Enzar, che dalla sua riapertura funzionava a gruppi di venti veicoli.
Anche il passaggio pedonale è stato interessato e ora opera in entrambe le direzioni, a seconda dell'evoluzione della situazione sul terreno.
La crisi ha avuto eco anche fuori dalla Spagna. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha innalzato a livello 3 il suo avviso di viaggio specifico per Ceuta, mantenendo invece il livello 2 per il resto del Paese.
Nell'avviso, che raccomanda di riconsiderare qualsiasi spostamento verso la città autonoma, si sottolinea che l'arrivo massiccio e incontrollato di migranti provenienti dal Marocco può dar luogo a situazioni di sicurezza imprevedibili e pericolose. Washington ricorda inoltre che, a causa della portata di quanto accaduto, la Spagna ha dispiegato l'Esercito, la Polizia nazionale e la Guardia Civil.